Premi di laurea sui temi dell’innovazione sociale: Fondazione Pietro Pittini premia 2 studentesse dell’Università degli Studi di Udine

Cos’è l’Innovazione Sociale? Cosa si intende con questo nuovo paradigma di crescita economica? Sintetizzando possiamo definirla come la ricerca di nuovi modelli di business e di innovazione sostenibile.

Su questi temi Fondazione Pietro Pittini ha istituito 5 premi di laurea per studenti dell’Università degli Studi di Udine che scelgano di affrontare questo vasto argomento all’interno delle proprie tesi di laurea: Marta Ciganotto ed Elisa Cosattini sono le 2 studentesse che la Commissione di valutazione ha scelto di premiare sulla base di criteri tra cui l’attinenza dell’elaborato rispetto all’argomento, la struttura, la completezza e complessità dell’elaborato, l’ originalità e spunti critici e l’ampiezza dell’apparato bibliografico.

Sempre di più lo sviluppo tecnologico riesce a supportare e stimolare innovazioni ad alto impatto sociale. Sono ormai molti i casi e le esperienze in cui la tecnologia diventa fattore abilitante di innovazione orientata al supporto di bisogni sociali diffusi (a titolo esemplificativo prodotti e servizi rispettosi di territori e stakeholder, ambiente, cibo e nutrizione, smart-city, educazione, servizi assistenziali).

Al tempo stesso le nuove generazioni ricercano sempre più modelli dove la produzione di valore sociale diventa elemento fondante del fare impresa. Secondo una ricerca di Deloitte per oltre 9 giovani su 10 lavorare per un’azienda responsabile a livello sociale e ambientale costituisce elemento di fondamentale importanza.

Il principio stesso del profitto, che sta alla base del sistema capitalistico, spinge a considerare nuove strade in cui neppure gli utili saranno sufficienti se non si prendono in considerazione le variabili di sostenibilità nelle scelte strategiche; emerge quindi a gran voce l’esigenza di un bilanciamento tra gli interessi economici, ambientali e sociali.

FPP intende coltivare un dialogo con le università della Regione su questi temi e continuerà a sostenere borse di studio su tesi di laurea dedicate al tema dell’innovazione sociale.

Marta Ciganotto si è laureata con una tesi dal titolo “Sostenibilità e internazionalizzazione. Le esperienze di I.CO.P GROUP, MANNI GROUP e PMP INDUSTRIES GROUP”; ha lavorato sulla sostenibilità, innovazione ambientale e internazionalizzazione, analizzando il vantaggio competitivo dell’innovazione ambientale, nonché la creazione di nuovo valore sociale e culturale che l’azienda si porta dietro seguendo la visione strategica di imprenditori che guardano anche alle persone e all’ambiente. In che misura l’innovazione ambientale può aumentare la propensione delle imprese ad espandersi nei mercati esteri e in che misura l’internazionalizzazione può contribuire ad aumentare l’attitudine delle imprese ad investire in sostenibilità con una visione di medio-lungo periodo e quali sono i fattori chiave che giocano un ruolo fondamentale in questo senso: questo uno dei punti toccati nella tesi di Marta.

Elisa Cosattini nella sua tesi “Renewable biological resources and the conversion of waste streams into value added products: circular economy in the cosmetics industry”, ha trattato il tema della circolarità nel settore cosmetico focalizzando l’attenzione ai materiali utilizzati nel confezionamento al fine di mantenere inalterate l’efficacia della formulazione, l’assenza di contaminazione microbiologica o di elementi esterni come i raggi UV e l’ossigeno, e la capacità di soddisfare le richieste estetiche dei consumatori. Nella sua tesi Elisa ha analizzato un nuovo tipo di sviluppo economico che risponda alle sempre più pressanti richieste che il green movement invoca, in particolare sulla grande quantità di rifiuti costituite dal polimero delle plastiche monouso; l’argomento delle bioplastiche si configura come interessante stimolo che favorisce lo sviluppo di un mercato cosmetico parallelo a quello tradizionale e improntato alla produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici naturali accompagnato da una spinta verso materiali biodegradabili nel confezionamento dei cosmetici.

Abbiamo tutti consapevolezza dell’Agenda 2030 con i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, e i criteri ESG (environmental, social, governance), argomenti ormai diffusi e considerati in tutte le organizzazioni politiche, economiche e sociali, ma – riportando il ragionamento di Mario Calderini, professore del Politecnico di Milano – non dimentichiamo che tutti questi criteri rischiano di diventare vuote certificazioni che poco hanno a che fare con la trasformazione valoriale dell’economia se non ci si spinge su strade nuove ove le variabili di sostenibilità siano strettamente connesse con le scelte strategiche.