All’inizio lo hanno sfogliato un po’ distrattamente. Poi qualcuno ha riconosciuto una fotografia, qualcun altro un compagno di classe, altri ancora le parole che avevano scritto qualche mese prima. E da quel momento sono iniziati i sorrisi, le esclamazioni, le pagine mostrate agli amici.
Siamo tornati nelle scuole coinvolte in La mia Aquileia per portare ai bambini e alle loro insegnanti un piccolo libro nato proprio dal progetto: dentro ci sono le fotografie delle attività, i ricordi della visita e tutti i racconti scritti dai partecipanti alla fine del percorso.
Ritrovarsi tra quelle pagine li ha sorpresi. Hanno cominciato a cercare i propri elaborati, a riconoscere momenti vissuti insieme, a confrontare ciò che ricordavano. Vedere quell’entusiasmo è stato un modo molto semplice e concreto per capire quanto dell’esperienza fosse rimasto.
Un viaggio alla scoperta dell’antica Aquileia
La mia Aquileia è il progetto di Fondazione Pietro Pittini che avvicina i bambini delle scuole primarie alla storia, all’arte e all’archeologia attraverso laboratori, attività manuali e una visita ad Aquileia.
Nell’edizione 2025/2026 ha coinvolto 113 alunni degli Istituti Comprensivi Linussio-Matiz di Paluzza e di Trasaghis, provenienti dalle scuole primarie di Paluzza-Timau Cleulis, Sutrio, Moggio Udinese, Alesso e Osoppo.
Abbiamo scelto di rivolgerci in particolare alle scuole delle aree montane, dove raggiungere i principali luoghi della cultura regionale è spesso più difficile.
Il percorso è iniziato in classe, tra disegno, racconto e manipolazione dell’argilla, ed è poi arrivato ad Aquileia. Qui i bambini hanno osservato reperti autentici, visitato il museo e il sito archeologico e provato a ragionare come piccoli archeologi: osservare, formulare ipotesi, ricostruire la storia di un oggetto.
Hanno creato manufatti in ceramica, li hanno osservati, in alcuni casi rotti e poi ricomposti, sperimentando in prima persona quanto possa essere difficile capire un oggetto quando di lui rimane soltanto un frammento.
Le storie dei bambini, raccolte in un libro
Alla fine del percorso abbiamo chiesto a ciascuno di immaginare di essere un archeologo alle prese con un ritrovamento misterioso.
Ne sono usciti racconti pieni di anfore, monete, gemme, antichi abitanti di Aquileia e oggetti dalle storie improbabili. Dentro c’è quello che i bambini hanno imparato, ma anche moltissima fantasia.
Abbiamo raccolto tutti questi testi insieme alle fotografie delle attività e della visita ad Aquileia. Il risultato è il libricino che siamo tornati a portare nelle scuole.

Vedere i bambini cercarsi tra le pagine, riconoscere i propri racconti e ricordare insieme ciò che avevano fatto è stato forse il modo più bello per chiudere il cerchio di questa edizione.
Abbiamo condiviso la pubblicazione anche con Fondazione Aquileia, con il Museo Archeologico Nazionale Aquileia e la Basilica di Aquileia per ringraziarlli della collaborazione e dell’accoglienza riservata ai bambini. È stato bello rileggere l’esperienza anche da lì, attraverso le immagini e le parole dei suoi protagonisti.

Un ringraziamento va inoltre all’atelierista Virginia Di Lazzaro, alla ceramista Elena Borgna, al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, alla Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia e, naturalmente, alle scuole e agli insegnanti che hanno accompagnato il percorso.
La mia Aquileia continuerà anche in questo anno scolastico. Altre classi avranno modo di avvicinarsi alla storia e all’archeologia attraverso il fare, l’osservazione e la scoperta. Il libricino resta così come memoria dell’edizione appena conclusa e, allo stesso tempo, come punto di partenza per quella che sta per cominciare.


