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Barcolana 2026: due giornate per vivere il mare da vicino

Anche quest’anno Fondazione Pietro Pittini ha scelto di vivere Barcolana insieme ad alcune delle realtà e delle persone con cui collabora durante l’anno, costruendo due esperienze diverse tra loro ma entrambe legate al mare, allo sport e alla possibilità di osservare da vicino qualcosa che normalmente si vede da terra.

La prima giornata ha coinvolto la classe terza della scuola Roli di Trieste, con cui la Fondazione porta avanti durante l’anno il progetto Mus-e.

I bambini e le bambine sono saliti a bordo di Arca, di Furio Benussi, entrando in uno spazio molto diverso da quelli che frequentano abitualmente. Hanno potuto osservare da vicino una barca su cui lavorano professionisti della vela, curiosare tra gli ambienti, fare domande e scoprire alcuni aspetti della vita a bordo.

Un’occasione fuori dall’ordinario, vissuta nel pieno clima della Barcolana e con tutta la curiosità che nasce quando si può finalmente vedere da vicino ciò che fino a quel momento si conosceva solo da lontano.

La regata vista dal mare

La domenica l’esperienza è proseguita sulla motonave Delfino Verde, da cui abbiamo seguito la regata insieme a molte delle realtà con cui collaboriamo.

A bordo c’erano i bambini e le bambine di Cometa e Famiglia e Salute ODV, coinvolte nel progetto ad hOCCHI APERTI, l’Associazione Sportiva Udinese – ASU, LUPIGNANUM Track&Field e diverse altre associazioni, fondazioni ed enti del Terzo Settore.

Dal mare la Barcolana assume una prospettiva completamente diversa: le barche passano vicine, le manovre si osservano con maggiore attenzione e si percepiscono molto più chiaramente il ritmo e la dimensione della regata.

Per Fondazione Pietro Pittini questo appuntamento ha anche un valore educativo preciso. Vivere esperienze fuori dall’ordinario, in un contesto festoso e sportivo, permette di incontrare luoghi, persone e situazioni nuove e di farlo attraverso la partecipazione diretta.

Durante la giornata questo si è visto nella concentrazione con cui veniva seguita la regata, nelle domande e nell’entusiasmo con cui ragazzi, ragazze e adulti hanno vissuto l’esperienza.

Per Fondazione Pietro Pittini, esperienze come queste hanno valore anche per un motivo molto semplice: vivere qualcosa di bello insieme può diventare un’occasione di inclusione, scoperta e relazione.

Portare bambini, ragazzi, famiglie e realtà diverse dentro un’esperienza fuori dall’ordinario significa creare uno spazio condiviso in cui sentirsi parte dello stesso momento. Ed è anche così che intendiamo l’educazione al bello: attraverso occasioni concrete, vissute insieme, che restano nella memoria e aiutano ad allargare ciò che ciascuno pensa possibile per sé.

 

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