Teach For Italy in FVG grazie al sostegno di Fondazione Pietro Pittini
Fondazione Pietro Pittini ha deciso di sostenere il mondo della scuola a livello locale e nazionale grazie a Teach For Italy, un’organizzazione senza scopo di lucro che opera per rafforzare la scuola pubblica italiana partendo dai contesti dove le sfide legate alla povertà educativa sono maggiori. In particolare, Teach For Italy recluta e seleziona giovani talenti Italiani per insegnare – per un minimo di due anni – nei contesti più fragili e bisognosi; li sostiene attraverso un programma di formazione professionale che li accompagna in un percorso di crescita continua.
Teach For Italy è parte di Teach For All e opera in più di 60 paesi nel mondo, lavora in partenariato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con associazioni di categoria, fondazioni, enti non profit e tutti gli attori chiave dell’ecosistema educativo. L’organizzazione cerca di generare un impatto su tre livelli: classe, scuole ed ecosistema educativo. La missione di Teach For Italy – Insegnare per l’Italia è di rafforzare la scuola pubblica in Italia, valorizzando il ruolo dell’insegnante: lavora portando giovani talenti e nuove energie nelle scuole più svantaggiate con l’obiettivo di costruire una rete di futuri leader educativi in tutti i settori del Paese, che si dedichino, per il resto della loro vita, al rafforzamento della scuola pubblica ed al contrasto delle disuguaglianze educative.
Dall’11 al 13 marzo Fondazione Pietro Pittini ha partecipato a Didacta Italia 2026, la più importante fiera dedicata al mondo della scuola e della formazione, che si è svolta a Firenze.
A rappresentare la Fondazione, le nostre Federica e Gaia, che lavorano rispettivamente dell’area scuola e della didattica STEM.
Una fiera dedicata all’intelligenza artificiale
L’edizione 2026 è stata fortemente incentrata sull’intelligenza artificiale e sul suo ruolo nella didattica. Tra formatori, istituzioni, università, aziende e realtà educative, il confronto è stato ampio e articolato.
Nel complesso, l’IA viene letta come una grande opportunità: uno strumento capace di alleggerire alcune fasi dell’apprendimento e di stimolare competenze come problem solving, pensiero critico e computational thinking. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza la necessità di accompagnarne l’uso con consapevolezza, per gestirne criticità e impatti.
Un punto condiviso da diversi relatori, che hanno sottolineato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale nella didattica, senza demonizzarla.
Spunti e pratiche per una scuola in trasformazione
Durante i tre giorni di fiera, il team ha seguito workshop, incontri e sperimentazioni che hanno offerto numerosi spunti.
Tra i temi emersi:
Didattica personalizzata e stili cognitivi, con strumenti per adattare i percorsi educativi alle caratteristiche degli studenti e lavorare sulla motivazione, anche in ottica di contrasto alla dispersione scolastica.
Educazione civica digitale, con progetti come l’Online Pass, che mira a formare cittadini digitali consapevoli e attivi.
Percorsi di orientamento e transizione scuola-lavoro, che integrano formazione, esperienza sul campo e project work, valorizzando anche le competenze non formali.
Prospettive psicologiche sull’IA, con riflessioni sul ruolo dei videogiochi e sull’importanza dell’educazione emotiva e della regolazione nelle esperienze digitali.
Coding e inclusione, con iniziative europee come Code Week, che promuovono l’accesso alle competenze digitali e lavorano anche sul superamento dei bias di genere nelle STEM.
Accanto a questi, anche esempi concreti di didattica laboratoriale: dalle challenge per avvicinare i ragazzi alla fisica, ai progetti che uniscono narrazione e scienza nella scuola primaria, fino ai workshop che integrano coding e intelligenza artificiale.
La comunità educante al centro
Didacta si conferma uno spazio in cui si incontrano tutti gli attori della comunità educante: docenti, educatori, istituzioni, università, imprese, realtà formative, ma anche studenti. Un ecosistema complesso, in cui emerge sempre più chiaramente quanto sia necessario lavorare in rete per accompagnare i giovani nei loro percorsi di crescita. La partecipazione alla fiera rappresenta sempre un’occasione preziosa per raccogliere stimoli e riflessioni utili allo sviluppo delle attività della Fondazione.
Per lavorare con competenza, passione e consapevolezza servono strumenti, confronto e occasioni di aggiornamento continuo. Nel corso del 2025, la Fondazione Pietro Pittini ha promosso e sostenuto alcuni percorsi formativi rivolti a educatori, educatrici, operatori e operatrici attivi nei progetti sul territorio. Ecco due tra le esperienze e una che sta per arrivare.
Metodo Dynamo: la Terapia Ricreativa come strumento educativo
Dal 12 al 14 dicembre, due educatrici hanno partecipato al Workshop Metodo Dynamo presso il Campus Dynamo Academy di Limestre. Una formazione immersiva – tra aula, attività esperienziali e momenti di riflessione – che ha permesso alle partecipanti di approfondire il metodo basato sulla Terapia Ricreativa: un approccio che valorizza la libertà di scelta, la cura reciproca e la progettazione inclusiva, per promuovere il benessere e lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno.
“Un’esperienza concreta e stimolante, che ci ha dato nuovi spunti per rafforzare le nostre proposte educative e lavorare in modo sempre più attento e consapevole.”
Formazione Mus-e: arte, inclusione e relazione
A metà dicembre a Monfalcone (GO) si è svolta una tappa della formazione nazionale Mus-e, dedicata agli artisti e alle artiste attivi in Friuli Venezia Giulia. Un’occasione preziosa per crescere insieme, condividere esperienze e affinare strumenti educativi e relazionali.
Guidato dal formatore Luca Ercoli, il percorso si è concentrato su due aspetti fondamentali:
La co-conduzione efficace del laboratorio con gli insegnanti, per creare ambienti di apprendimento sinergici e coinvolgenti.
L’inclusione dei minori con Bisogni Educativi Speciali (BES), con strategie pratiche per rendere l’arte accessibile e significativa per ogni bambina e bambino.
Una giornata intensa, fatta di confronto, role-playing, casi studio e riflessione condivisa. Perché accompagnare i più piccoli attraverso i linguaggi dell’arte significa anche crescere come comunità educante.
Le 3 C dell’Istruttore: Capacità, Conoscenze, Competenze
A febbraio 2026 prenderà il via a Udine il corso “Le 3 C dell’Istruttore”, un percorso formativo promosso dalla Fondazione Pietro Pittini con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine – Corso di Laurea in Scienze Motorie. Il corso è rivolto a studenti e studentesse del Corso di Laurea in Scienze Motorie e STAMPA e affronta temi centrali per l’educazione motoria e sportiva nelle scuole. Il percorso è propedeutico all’ingresso nei progetti sportivi promossi dalla Fondazione nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado del Friuli Venezia Giulia.
Un nuovo modello di educazione e orientamento alla scelta per prevenire disagio e dispersione scolastica, attraverso artigianato artistico, bellezza e cultura. Il progetto coinvolge mille minori (tra gli 8 e i 17 anni) all’anno, 170 educatori e 300 adulti oltre a imprese, artigiani e istituzioni.
ad hOCCHI APERTI è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile con il sostegno di Fondazione De Agostini, Fondazione Pietro Pittini e Fondazione Amplifon, e con capofila Il Manto scs del network Cometa.
Una comunità educante – ad hOCCHI APERTI prevede il coinvolgimento di scuole, imprese, famiglie, terzo settore, istituzioni e di quei soggetti che partecipano a una comunità educante in grado di combattere il disagio, la povertà educativa intesa come assenza di opportunità, la mancanza di progettualità e desiderio di futuro nei percorsi professionali e di vita di preadolescenti e adolescenti, prevenendo dispersione scolastica e disoccupazione.
“Siamo felici di far parte di un progetto di ampio respiro che diventa una preziosa opportunità di orientamento e di azione in favore dei nostri giovani.”
Prevenire il disagio e la dispersione scolastica significa mettere al centro le potenzialità dei ragazzi, sviluppare consapevolezza e pensiero critico. ad hOCCHI APERTI vuole offrire ai ragazzi accesso a percorsi educativi, professionali e di scoperta di sé che li aiutino nel comprendere i propri talenti, intervenendo sulle cause profonde dell’abbandono scolastico come la mancanza di motivazione, la disconnessione tra scuola e futuro lavorativo, e il disagio psicologico.
La bellezza che orienta – Attraverso ad hOCCHI APERTI artigianato, arte, cultura e bellezza sono occasione di apprendimento, di scoperta dei talenti, di costruzione di identità e quindi di orientamento. La bellezza culturale e artistica diventa strumento di esperienza manuale e artigianale, la possibilità di conoscere professioni e mestieri legati alle eccellenze del Made In Italy e delle filiere produttive espressione dei territori di riferimento dei diversi partner di progetto, a partire da Como, Milano, Vicenza, per poi diffondersi lungo l’asse est-ovest del Nord Italia, da Torino-Biella a Trieste e Firenze. La scuola, le botteghe artigiane, le imprese, i luoghi di cultura, le associazioni di categoria e gli spazi comunali diventano spazi di progetto, a dimostrazione di come l’orientamento debba coinvolgere tutta la comunità territoriale.
A Como, nodo centrale del progetto, verranno coinvolti 350 minori all’anno in povertà educativa in attività di orientamento, oltre a 500 studenti di 8 Istituti Comprensivi comaschi partner di progetto che parteciperanno ad attività di orientamento e sperimentali. I minori saranno affiancati da 170 docenti, tutor ed educatori in ogni attività di progetto.
A Trieste, grazie all’adesione di Famiglia e Salute ODV in qualità di partner, l’intervento si specificherà in attività laboratoriali, visite guidate di scoperta del territorio e delle arti ed esperienze tra pari e con adulti e coinvolgerà diversi beneficiari– bambini fascia d’età 6-14, famigliari, docenti, tutor ed educatori.
“La nostra mission è sostenere progetti a contrasto della povertà educativa rivolti ai giovani, per potenziare le loro opportunità di formazione e di orientamento professionale. Poiché guardiamo con particolare attenzione a quei ragazzi/e e bambini/e che si trovano in condizioni di fragilità, fin da subito abbiamo abbracciato ad hOCCHI APERTI con grande entusiasmo e convinzione. Siamo inoltre felici di aver coinvolto Famiglia e salute, una ODV con sede a Trieste che opera quotidianamente a supporto dei giovani meno agiati e delle loro famiglie, con estremo impegno e cura.” Marina Pittini, Presidente Fondazione Pietro Pittini
Durata del progetto: 4 anni (2024-2028)
Il partenariato: La Cometa scs Fondazione Cologni dei Mestieri D’arte OMA – Osservatorio dei Mestieri d’Arte Associazione Culturale Fatti ad Arte Fondazione Antonio Carlo Monzino Fondazione Italia Patria della Bellezza Fondazione Alessandro Volta Fondazione Colloquia ENGIM Piemonte Famiglia e salute ODV IC Como Prestino-Breccia IC Como Lora-Lipomo IC Cermenate IC Como Rebbio IC Como Centro città IC Como Albate IC Como Lago IC Magistri Intelvesi Comune di Como Camera di Commercio Como-Lecco Confartigianato Imprese Como Triadi – ente valutatore di progetto
un progetto nato per avvicinare i più piccoli alla storia e all’archeologia attraverso laboratori, visite e attività didattiche interattive. L’iniziativa ha visto protagonisti circa 100 bambini e bambine delle scuole primarie delle aree montane della provincia di Udine – in particolare dei comuni di Paularo, Cercivento e Arta Terme (IC Linussio-Matiz) –e li ha accompagnati in un viaggio alla scoperta del sito Unesco di Aquileia.
Prima in aula, poi in visita presso il sito archeologico e la Basilica di Aquileia, i ragazzi hanno vissuto un’esperienza immersiva grazie ai laboratori guidati dall’atelierista Virginia Di Lazzaro, che li ha accompagnati in un’avventura nel tempo tra mosaici, reperti e racconti provenienti da più di 2000 anni fa.
Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Pietro Pittini, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, la Basilica di Aquileiae la Fondazione Aquileia, il progetto ha permesso ai piccoli partecipanti di avvicinarci all’arte con stupore e coinvolgimento, vivendo da vicino un patrimonio storico di straordinario valore.
Un ringraziamento speciale, dunque, a tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza, contribuendo a trasmettere alle nuove generazioni la passione per la storia e per l’arte, insieme alla consapevolezza dell’importanza della sua tutela.
Un articolo che introduce il paper dello SciFabLab – ICTP di Trieste – scritto assieme a Gaia Fior che collabora con noi dal 2018 per i programmi STEM nelle Scuole primarie e secondarie di I grado del FVG.
Il mondo della scuola necessita di continui aggiornamenti per stare al passo con una società in costante evoluzione e un mondo del lavoro sempre più complesso. Questo è quanto viene raccontato nella pubblicazione realizzata da Gaia Fior insieme ai suoi colleghi dello SciFabLab dell’ICTP, Centro di Fisica Teorica Abdus Salam (Trieste), che siamo felici di condividere e che presenta il resoconto delle esperienze nella realizzazione di questi supporti didattici presso il laboratorio di prototipazione rapida e le attività svolte nelle scuole e presso fiere ed eventi scientifici grazie anche al supporto della Fondazione Pietro Pittini. Gli esempi discussi dimostrano i vantaggi dell’uso di tecnologie di fabbricazione digitale implementate all’interno di un FabLab nell’insegnamento delle materie STEM.
Gaia Fior collabora con la Fondazione Pietro Pittini dal 2018, per il progetto didattico “Sperimentare il Futuro” rivolto alle scuole secondarie di I° grado della Regione Friuli Venezia Giulia e con “Science Smoothie” indirizzato alle primarie.
I ragazzi oggi devono acquisire competenze utili per professioni che ancora devono nascere poiché «l’85% dei posti di lavoro che esisteranno nel 2030 non è stato ancora inventato»., (“Future of Work” 2019 Institute for the Future for Dell Technologies). È quindi essenziale introdurre gli studenti sin dalle scuole primarie agli argomenti che saranno cardine per la loro vita professionale: coding, robotica, making, engineering design process, artificial intelligence… Nel contempo, si sta indagando la correlazione tra l’uso prolungato di dispositivi digitali con schermi tattili sin dagli anni prescolari e l’aumentata difficoltà nello sviluppo della motricità fine (Lin LY, Cherng RJ, Chen YJ. Effect of Touch Screen Tablet Use on Fine Motor Development of Young Children). Attività facenti parte delle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), dove i concetti legati all’ambito scientifico vengono veicolati tramite dispositivi sviluppati con lo scopo di portare gli studenti a ragionare e nel contempo utilizzare le mani, possono quindi essere d’aiuto per entrambe queste necessità.
I FabLab, laboratori di prototipazione rapida, hanno grandi potenzialità per la realizzazione di apparecchiature e supporti didattici che possono venir incontro anche alle esigenze specifiche di alunni con disabilità. La filosofia stessa dei Fablab, dove le attrezzature e le conoscenze vengono condivise e dove i problemi vengono approcciati con il principio del “learn by doing”, si presta ad aiutare i ragazzi a sviluppare le hard skills necessarie per il loro futuro professionale lavorando in gruppo e potenziando quindi anche le soft skill.