Rinnovata la convenzione tra Università di Trieste e Fondazione Pietro Pittini
L’Università di Trieste e la Fondazione Pietro Pittini rinnovano la convenzione quadro dedicata allo sviluppo di iniziative comuni nei campi della cultura d’impresa, della sostenibilità, dell’autoimprenditorialità e dell’innovazione sociale.
L’accordo, approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo e firmato dalla rettrice Donata Vianelli e dalla presidente Marina Pittini, consolida una collaborazione costruita nel tempo, orientata a creare opportunità formative e progettuali per studenti, laureati e giovani del territorio.
La convenzione prevede la realizzazione di seminari, conferenze e attività formative e divulgative, oltre alla possibilità di sviluppare percorsi di tesi, stage e tirocini, insieme all’attivazione di borse di avviamento alla ricerca e premi di laurea.
Le attività condivise potranno favorire occasioni di contaminazione interdisciplinare e intersettoriale, promuovendo il confronto tra saperi, esperienze e competenze diverse e contribuendo a generare impatto sociale.
L’intesa rafforza così un percorso coerente con la Terza missione dell’Ateneo e con l’impegno della Fondazione nel sostenere iniziative che mettono in relazione formazione, impresa, innovazione e responsabilità sociale.
Promuovere l’inclusione significa creare contesti in cui ogni persona possa partecipare, esprimersi e crescere. Per Fondazione Pietro Pittini questo impegno si traduce nel sostegno a progetti diversi tra loro, che agiscono su più ambiti e fasi della vita: dallo sport alla cultura, dal lavoro alla relazione nei primi mesi di vita. Quelli che seguono sono alcuni dei progetti sostenuti.
Lo sport come spazio di crescita: Insuperabili
Tra le realtà sostenute, Insuperabili rappresenta un punto di riferimento nazionale per lo sport inclusivo. Nati nel 2012, oggi contano 18 sedi in tutta Italia e oltre 800 atleti coinvolti, offrendo percorsi sportivi ed educativi a persone con disabilità intellettive, fisiche, sensoriali e relazionali. Nel 2025 è stata inaugurata la nuova sede di Udine, grazie anche al sostegno della Fondazione Pietro Pittini, che ha affiancato il progetto nella fase di avvio. La sede propone allenamenti bisettimanali in impianti accessibili, con tecnici specializzati, creando uno spazio di sport ma anche di socialità e autonomia. Un elemento particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto degli atleti, come nel caso di Mattia Vrech, atleta Insuperabili che ha assunto il ruolo di referente della sede.
Cultura accessibile e competenze per il futuro: Radio Magica Academy
Accanto allo sport, la Fondazione sostiene percorsi di inclusione culturale ed educativa, come quelli promossi da Fondazione Radio Magica ETS. Con la Radio Magica Academy, il progetto si rivolge a giovani adulti con disabilità, offrendo oltre 400 ore annue di formazione attraverso laboratori multidisciplinari: comunicazione visiva, competenze digitali, teatro, radio, storytelling e sviluppo delle soft skills. Il modello si basa sull’apprendimento esperienziale e mira a formare operatori culturali inclusivi. Nel 2025 questo percorso si è ampliato con ALA – Accademia delle Libere Abilità, realizzata con l’Università di Udine.
Lavoro e autonomia: “Lavorare si può”
Il tema dell’inclusione passa anche attraverso l’accesso al lavoro. Con il progetto “Lavorare si può”, Fondazione Bambini e Autismo promuove percorsi di inserimento lavorativo per giovani adulti e adulti con autismo. Il progetto si sviluppa all’interno de L’Officina dell’Arte di Pordenone, dove educatori, artisti e persone con autismo lavorano insieme alla realizzazione di opere di mosaico. Oltre alla produzione artistica, il percorso mira a sviluppare competenze professionali, autonomia e abitudine al lavoro, contribuendo a superare le barriere che spesso limitano l’accesso a esperienze lavorative reali.
Relazione e prevenzione fin dai primi mesi: “A Fior di Pelle”
L’inclusione si costruisce anche nei primi mesi di vita. Il progetto “A Fior di Pelle”, promosso da Antoniano di Bologna, propone percorsi di psicomotricità per genitori e bambini nella fascia 0–12 mesi. Attraverso incontri guidati da professionisti, il progetto sostiene lo sviluppo psicofisico dei bambini e il legame con i genitori, offrendo anche uno spazio di confronto tra famiglie.
Espressione e benessere: la musicoterapia con Down FVG
Con l’Associazione Down Friuli Venezia Giulia – sezione di Pordenone, la Fondazione sostiene laboratori di musicoterapia rivolti a bambini, ragazzi e giovani adulti. Il linguaggio musicale diventa uno strumento per sviluppare capacità comunicative, espressive ed emotive, all’interno di percorsi individuali e di gruppo che coinvolgono anche famiglie e comunità educanti.
Dal Friuli Venezia Giulia a Dynamo Camp: nuove esperienze di inclusione
Tra i progetti sostenuti, la Fondazione accompagna anche alcune famiglie del Friuli Venezia Giulia all’esperienza di Dynamo Camp, un luogo pensato per offrire a bambini e ragazzi momenti di crescita, gioco e condivisione in un contesto sicuro e inclusivo. Il Camp, immerso nella natura, propone attività di Terapia Ricreativa Dynamo® – dallo sport ai laboratori artistici, fino alle esperienze espressive e relazionali – pensate per stimolare autonomia, fiducia e socialità. Un’esperienza che coinvolge anche fratelli, sorelle e genitori, offrendo a tutta la famiglia uno spazio di incontro, sollievo e relazione.
Un approccio integrato all’inclusione
Questi progetti, solo alcuni tra quelli sostenuti dalla Fondazione Pietro Pittini, condividono un elemento centrale: l’idea che l’inclusione si costruisca attraverso contesti, relazioni e opportunità. Sport, cultura, lavoro ed educazione diventano così strumenti complementari per accompagnare le persone nel tempo e contribuire al benessere delle comunità.
Le ultime restituzioni del progetto La mia Aquileia raccontano, meglio di qualsiasi descrizione, cosa succede quando i bambini incontrano davvero la storia.
“Non mi aspettavo per niente di toccare con le mie mani un reperto storico”.
“Non avevo mai visto così tante monete nella mia vita”.
“Ho scoperto che tutto ha una forma e ogni forma ha un perché”.
Sono frasi semplici, e allo stesso tempo piene di scoperta. Durante i laboratori, bambini e bambine hanno potuto osservare, toccare, fare ipotesi, mettersi nei panni di chi studia il passato. Sperimentare in prima persona l’emozione della scoperta.
Dopo un primo momento in classe, nelle scuole primarie dell’Alto Friuli, i bambini e le bambine sono arrivati ad Aquileia, che si è rivelata poco a poco: nei resti antichi, nei mosaici “così lunghi e così larghi”, nella sorpresa di una basilica “piena di figure ricamate sul pavimento”. Ma anche nelle difficoltà del processo: “è stato difficile fare ipotesi”, “è stato difficile decidere di rompere il proprio oggetto”, “mettere insieme i pezzi”.
La mia Aquileia è un viaggio nella storia, ma anche un modo per avvicinarsi al patrimonio culturale attraverso l’esperienza diretta, la curiosità e il lavoro di gruppo. Un percorso che lascia tracce, proprio come quelle che i bambini hanno imparato a leggere.
Trieste ha ospitato il meeting annuale dello Sport for Inclusion Network, la rete nazionale che riunisce fondazioni impegnate nella promozione dello sport come strumento di inclusione sociale.
Un appuntamento che ha riunito organizzazioni, associazioni sportive e realtà del Terzo Settore per confrontarsi su pratiche, modelli e prospettive legate allo sport come leva educativa, capace di generare benessere, relazione e opportunità per le persone, in particolare per chi vive situazioni di fragilità.
L’incontro si è articolato in due giornate. La prima si è svolta presso Trieste Campus, con la visita agli spazi e un momento di approfondimento sui progetti attivi sul territorio. In questa occasione Fondazione Pietro Pittini ha presentato “Io scelgo di apprendere”, il percorso sperimentale sviluppato in collaborazione con Trieste Campus e in dialogo con i servizi territoriali della città, che utilizza lo sport come strumento educativo per accompagnare bambini e bambine in un percorso di crescita personale. La prima giornata è stata anche l’occasione per conoscere altri progetti e buone pratiche. Grazie quindi a Annalisa Cerrone per aver presentato la collaborazione tra Fondazione Eco Eridania Insuperabili e Fondazione Pietro Pittini; ad Alberto Andriola di Zio Pino Udine e a Sport Inclusion FVG, e infine ad Andrea Albrizio di ANFFAS Trieste. La giornata si è conclusa con una partita dimostrativa di FUTS-ALL, il calcio a 5 inclusivo promosso da Sportinclusion FVG, insieme a FIGC e Lega Nazionale Dilettanti FVG.
La seconda giornata è stata dedicata all’assemblea del Network, momento centrale di confronto tra le fondazioni aderenti. Un’occasione per condividere esperienze, rafforzare le relazioni e lavorare in una logica di sistema, mettendo a fattore comune competenze e approcci diversi.
Il programma si è concluso con la visita a una scuola del territorio, dove Fondazione Pietro Pittini realizza il progetto +Sport a Scuola: un esempio concreto di come l’attività sportiva possa essere integrata nei contesti educativi per favorire inclusione, partecipazione e benessere. Durante la visita è intervenuto il professor Claudio Bardini, docente presso l’Università degli Studi di Udine (UNIUD) nel corso di laurea in Scienze Motorie. L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di attenzione al tema dello sport inclusivo, sempre più riconosciuto come strumento fondamentale per la crescita individuale e collettiva.
L’annual meeting ha confermato il valore del lavoro in rete: costruire alleanze tra fondazioni, istituzioni e realtà sportive è oggi una condizione essenziale per sviluppare interventi efficaci e duraturi, capaci di rispondere ai bisogni complessi delle comunità.
Accanto ai percorsi promossi direttamente dalla noi di Fondazione Pietro Pittini, esistono numerose opportunità rivolte ai giovani che desiderano mettersi in gioco, sviluppare idee progettuali e confrontarsi con le sfide dei territori.
Si tratta di iniziative che, per approccio e obiettivi, dialogano con il lavoro che portiamo avanti: percorsi che uniscono formazione, esperienza concreta e sviluppo di progettualità, spesso con una forte attenzione all’impatto sociale e alla sostenibilità.
Di seguito alcune opportunità attualmente aperte (o in apertura) che riteniamo particolarmente interessanti.
ReStartApp – Campus per giovani imprenditori dell’Appennino
ReStartApp è un campus gratuito rivolto a giovani aspiranti imprenditori che vogliono sviluppare un progetto d’impresa nelle aree appenniniche. Il percorso prevede oltre 300 ore di formazione, momenti di networking, ospitalità e un accompagnamento anche successivo alla conclusione del campus.
Tra gli elementi più rilevanti, la possibilità di accedere a un contributo fino a 30.000 euro per l’avvio dell’attività.
Il campus si inserisce all’interno del più ampio Progetto Appennino – idee che muovono montagne, promosso da Fondazione Edoardo Garrone, che punta a sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree appenniniche attraverso la nascita di nuove imprese giovanili, il rafforzamento di quelle esistenti e la creazione di reti tra attori locali.
Il progetto mette a sistema diversi strumenti – campus di incubazione come ReStartApp e ReStartAlp, percorsi di accelerazione e laboratori di rete – con l’obiettivo di favorire un’imprenditorialità sostenibile e radicata nei territori.
La scadenza per candidarsi è fissata al 15 aprile 2026.
Social Enterprise Open Camp
Il Social Enterprise Open Camp è un evento di formazione internazionale dedicato all’imprenditoria sociale, che riunisce innovatori, imprenditori, cooperative, istituzioni e organizzazioni da diversi Paesi.
Un’esperienza intensiva e residenziale che combina workshop, casi studio e momenti di confronto, creando uno spazio in cui apprendimento, relazioni e visione si intrecciano.
Si tratta di uno spazio capace di generare connessioni profonde e nuove prospettive: un contesto in cui confrontarsi con pratiche ad alto impatto, acquisire strumenti concreti e sentirsi parte di un ecosistema più ampio.
Un’esperienza che alterna momenti di ispirazione e lavoro sui casi, facilitando la costruzione di reti e la nascita di collaborazioni, e che viene descritta dagli stessi partecipanti come un’occasione preziosa per rimettere a fuoco il proprio lavoro e il proprio ruolo nei processi di trasformazione sociale.
La call per partecipare sarà pubblicata prossimamente: è consigliabile monitorare il sito ufficiale per aggiornamenti.
Creativity Pioneers Fund – Fondazione Moleskine
Il Creativity Pioneers Fund, promosso da Fondazione Moleskine, è un fondo internazionale che sostiene organizzazioni culturali e creative impegnate a generare cambiamento sociale attraverso approcci non convenzionali.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di catalizzare trasformazioni concrete, investendo in realtà che lavorano sulle sfide globali più urgenti e accompagnandole nel rafforzamento delle proprie capacità nel lungo periodo. Il finanziamento, flessibile e non vincolato, è pensato per sostenere sia i bisogni essenziali sia lo sviluppo organizzativo, permettendo alle organizzazioni di continuare a operare in modo efficace all’interno delle proprie comunità.
Accanto al sostegno economico, il fondo promuove un modello basato sulla collaborazione e sulla costruzione di ecosistemi, mettendo in connessione i Creativity Pioneers e i partner coinvolti, per favorire scambi, relazioni e crescita condivisa.
Si rivolge a organizzazioni non profit attive a livello globale, con una particolare attenzione a quelle che lavorano con giovani tra i 16 e i 27 anni e in contesti svantaggiati o marginalizzati, sostenendo pratiche intersezionali, inclusive e orientate all’impatto.
Al centro del programma ci sono attivisti, artisti, operatori culturali e innovatori che, attraverso la creatività, sviluppano risposte nuove e concrete alle sfide contemporanee. La call è ufficialmente aperta fino al 24 aprile 2026.
BAITE Awards – NanoValbruna
All’interno di NanoValbruna, forum internazionale dedicato alla rigenerazione nei territori alpini, i BAITE Awards rappresentano un contest rivolto a progetti innovativi capaci di generare impatto.
L’iniziativa si inserisce in un contesto che mette in dialogo giovani, ricercatori, imprenditori e professionisti su temi legati all’innovazione, all’ambiente e alla rigenerazione territoriale, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Dall’11 al 13 marzo Fondazione Pietro Pittini ha partecipato a Didacta Italia 2026, la più importante fiera dedicata al mondo della scuola e della formazione, che si è svolta a Firenze.
A rappresentare la Fondazione, le nostre Federica e Gaia, che lavorano rispettivamente dell’area scuola e della didattica STEM.
Una fiera dedicata all’intelligenza artificiale
L’edizione 2026 è stata fortemente incentrata sull’intelligenza artificiale e sul suo ruolo nella didattica. Tra formatori, istituzioni, università, aziende e realtà educative, il confronto è stato ampio e articolato.
Nel complesso, l’IA viene letta come una grande opportunità: uno strumento capace di alleggerire alcune fasi dell’apprendimento e di stimolare competenze come problem solving, pensiero critico e computational thinking. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza la necessità di accompagnarne l’uso con consapevolezza, per gestirne criticità e impatti.
Un punto condiviso da diversi relatori, che hanno sottolineato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale nella didattica, senza demonizzarla.
Spunti e pratiche per una scuola in trasformazione
Durante i tre giorni di fiera, il team ha seguito workshop, incontri e sperimentazioni che hanno offerto numerosi spunti.
Tra i temi emersi:
Didattica personalizzata e stili cognitivi, con strumenti per adattare i percorsi educativi alle caratteristiche degli studenti e lavorare sulla motivazione, anche in ottica di contrasto alla dispersione scolastica.
Educazione civica digitale, con progetti come l’Online Pass, che mira a formare cittadini digitali consapevoli e attivi.
Percorsi di orientamento e transizione scuola-lavoro, che integrano formazione, esperienza sul campo e project work, valorizzando anche le competenze non formali.
Prospettive psicologiche sull’IA, con riflessioni sul ruolo dei videogiochi e sull’importanza dell’educazione emotiva e della regolazione nelle esperienze digitali.
Coding e inclusione, con iniziative europee come Code Week, che promuovono l’accesso alle competenze digitali e lavorano anche sul superamento dei bias di genere nelle STEM.
Accanto a questi, anche esempi concreti di didattica laboratoriale: dalle challenge per avvicinare i ragazzi alla fisica, ai progetti che uniscono narrazione e scienza nella scuola primaria, fino ai workshop che integrano coding e intelligenza artificiale.
La comunità educante al centro
Didacta si conferma uno spazio in cui si incontrano tutti gli attori della comunità educante: docenti, educatori, istituzioni, università, imprese, realtà formative, ma anche studenti. Un ecosistema complesso, in cui emerge sempre più chiaramente quanto sia necessario lavorare in rete per accompagnare i giovani nei loro percorsi di crescita. La partecipazione alla fiera rappresenta sempre un’occasione preziosa per raccogliere stimoli e riflessioni utili allo sviluppo delle attività della Fondazione.