Promuovere l’inclusione significa creare contesti in cui ogni persona possa partecipare, esprimersi e crescere. Per Fondazione Pietro Pittini questo impegno si traduce nel sostegno a progetti diversi tra loro, che agiscono su più ambiti e fasi della vita: dallo sport alla cultura, dal lavoro alla relazione nei primi mesi di vita. Quelli che seguono sono alcuni dei progetti sostenuti.
Tra le realtà sostenute, Insuperabili rappresenta un punto di riferimento nazionale per lo sport inclusivo. Nati nel 2012, oggi contano 18 sedi in tutta Italia e oltre 800 atleti coinvolti, offrendo percorsi sportivi ed educativi a persone con disabilità intellettive, fisiche, sensoriali e relazionali. Nel 2025 è stata inaugurata la nuova sede di Udine, grazie anche al sostegno della Fondazione Pietro Pittini, che ha affiancato il progetto nella fase di avvio. La sede propone allenamenti bisettimanali in impianti accessibili, con tecnici specializzati, creando uno spazio di sport ma anche di socialità e autonomia. Un elemento particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto degli atleti, come nel caso di Mattia Vrech, atleta Insuperabili che ha assunto il ruolo di referente della sede.
Accanto allo sport, la Fondazione sostiene percorsi di inclusione culturale ed educativa, come quelli promossi da Fondazione Radio Magica ETS. Con la Radio Magica Academy, il progetto si rivolge a giovani adulti con disabilità, offrendo oltre 400 ore annue di formazione attraverso laboratori multidisciplinari: comunicazione visiva, competenze digitali, teatro, radio, storytelling e sviluppo delle soft skills. Il modello si basa sull’apprendimento esperienziale e mira a formare operatori culturali inclusivi. Nel 2025 questo percorso si è ampliato con ALA – Accademia delle Libere Abilità, realizzata con l’Università di Udine.
Il tema dell’inclusione passa anche attraverso l’accesso al lavoro. Con il progetto “Lavorare si può”, Fondazione Bambini e Autismo promuove percorsi di inserimento lavorativo per giovani adulti e adulti con autismo. Il progetto si sviluppa all’interno de L’Officina dell’Arte di Pordenone, dove educatori, artisti e persone con autismo lavorano insieme alla realizzazione di opere di mosaico. Oltre alla produzione artistica, il percorso mira a sviluppare competenze professionali, autonomia e abitudine al lavoro, contribuendo a superare le barriere che spesso limitano l’accesso a esperienze lavorative reali.
L’inclusione si costruisce anche nei primi mesi di vita. Il progetto “A Fior di Pelle”, promosso da Antoniano di Bologna, propone percorsi di psicomotricità per genitori e bambini nella fascia 0–12 mesi. Attraverso incontri guidati da professionisti, il progetto sostiene lo sviluppo psicofisico dei bambini e il legame con i genitori, offrendo anche uno spazio di confronto tra famiglie.
Con l’Associazione Down Friuli Venezia Giulia – sezione di Pordenone, la Fondazione sostiene laboratori di musicoterapia rivolti a bambini, ragazzi e giovani adulti. Il linguaggio musicale diventa uno strumento per sviluppare capacità comunicative, espressive ed emotive, all’interno di percorsi individuali e di gruppo che coinvolgono anche famiglie e comunità educanti.
Tra i progetti sostenuti, la Fondazione accompagna anche alcune famiglie del Friuli Venezia Giulia all’esperienza di Dynamo Camp, un luogo pensato per offrire a bambini e ragazzi momenti di crescita, gioco e condivisione in un contesto sicuro e inclusivo. Il Camp, immerso nella natura, propone attività di Terapia Ricreativa Dynamo® – dallo sport ai laboratori artistici, fino alle esperienze espressive e relazionali – pensate per stimolare autonomia, fiducia e socialità. Un’esperienza che coinvolge anche fratelli, sorelle e genitori, offrendo a tutta la famiglia uno spazio di incontro, sollievo e relazione.
Questi progetti, solo alcuni tra quelli sostenuti dalla Fondazione Pietro Pittini, condividono un elemento centrale: l’idea che l’inclusione si costruisca attraverso contesti, relazioni e opportunità. Sport, cultura, lavoro ed educazione diventano così strumenti complementari per accompagnare le persone nel tempo e contribuire al benessere delle comunità.
Accanto ai percorsi promossi direttamente dalla noi di Fondazione Pietro Pittini, esistono numerose opportunità rivolte ai giovani che desiderano mettersi in gioco, sviluppare idee progettuali e confrontarsi con le sfide dei territori.
Si tratta di iniziative che, per approccio e obiettivi, dialogano con il lavoro che portiamo avanti: percorsi che uniscono formazione, esperienza concreta e sviluppo di progettualità, spesso con una forte attenzione all’impatto sociale e alla sostenibilità.
Di seguito alcune opportunità attualmente aperte (o in apertura) che riteniamo particolarmente interessanti.
ReStartApp è un campus gratuito rivolto a giovani aspiranti imprenditori che vogliono sviluppare un progetto d’impresa nelle aree appenniniche. Il percorso prevede oltre 300 ore di formazione, momenti di networking, ospitalità e un accompagnamento anche successivo alla conclusione del campus.
Tra gli elementi più rilevanti, la possibilità di accedere a un contributo fino a 30.000 euro per l’avvio dell’attività.
Il campus si inserisce all’interno del più ampio Progetto Appennino – idee che muovono montagne, promosso da Fondazione Edoardo Garrone, che punta a sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree appenniniche attraverso la nascita di nuove imprese giovanili, il rafforzamento di quelle esistenti e la creazione di reti tra attori locali.
Il progetto mette a sistema diversi strumenti – campus di incubazione come ReStartApp e ReStartAlp, percorsi di accelerazione e laboratori di rete – con l’obiettivo di favorire un’imprenditorialità sostenibile e radicata nei territori.
La scadenza per candidarsi è fissata al 15 aprile 2026.
Il Social Enterprise Open Camp è un evento di formazione internazionale dedicato all’imprenditoria sociale, che riunisce innovatori, imprenditori, cooperative, istituzioni e organizzazioni da diversi Paesi.
Un’esperienza intensiva e residenziale che combina workshop, casi studio e momenti di confronto, creando uno spazio in cui apprendimento, relazioni e visione si intrecciano.
Si tratta di uno spazio capace di generare connessioni profonde e nuove prospettive: un contesto in cui confrontarsi con pratiche ad alto impatto, acquisire strumenti concreti e sentirsi parte di un ecosistema più ampio.
Un’esperienza che alterna momenti di ispirazione e lavoro sui casi, facilitando la costruzione di reti e la nascita di collaborazioni, e che viene descritta dagli stessi partecipanti come un’occasione preziosa per rimettere a fuoco il proprio lavoro e il proprio ruolo nei processi di trasformazione sociale.
La call per partecipare sarà pubblicata prossimamente: è consigliabile monitorare il sito ufficiale per aggiornamenti.
Il Creativity Pioneers Fund, promosso da Fondazione Moleskine, è un fondo internazionale che sostiene organizzazioni culturali e creative impegnate a generare cambiamento sociale attraverso approcci non convenzionali.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di catalizzare trasformazioni concrete, investendo in realtà che lavorano sulle sfide globali più urgenti e accompagnandole nel rafforzamento delle proprie capacità nel lungo periodo. Il finanziamento, flessibile e non vincolato, è pensato per sostenere sia i bisogni essenziali sia lo sviluppo organizzativo, permettendo alle organizzazioni di continuare a operare in modo efficace all’interno delle proprie comunità.
Accanto al sostegno economico, il fondo promuove un modello basato sulla collaborazione e sulla costruzione di ecosistemi, mettendo in connessione i Creativity Pioneers e i partner coinvolti, per favorire scambi, relazioni e crescita condivisa.
Si rivolge a organizzazioni non profit attive a livello globale, con una particolare attenzione a quelle che lavorano con giovani tra i 16 e i 27 anni e in contesti svantaggiati o marginalizzati, sostenendo pratiche intersezionali, inclusive e orientate all’impatto.
Al centro del programma ci sono attivisti, artisti, operatori culturali e innovatori che, attraverso la creatività, sviluppano risposte nuove e concrete alle sfide contemporanee. La call è ufficialmente aperta fino al 24 aprile 2026.

All’interno di NanoValbruna, forum internazionale dedicato alla rigenerazione nei territori alpini, i BAITE Awards rappresentano un contest rivolto a progetti innovativi capaci di generare impatto.
L’iniziativa si inserisce in un contesto che mette in dialogo giovani, ricercatori, imprenditori e professionisti su temi legati all’innovazione, all’ambiente e alla rigenerazione territoriale, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Le candidature sono aperte fino al 30 aprile 2026.

Un articolo che introduce il paper dello SciFabLab – ICTP di Trieste – scritto assieme a Gaia Fior che collabora con noi dal 2018 per i programmi STEM nelle Scuole primarie e secondarie di I grado del FVG.
Il mondo della scuola necessita di continui aggiornamenti per stare al passo con una società in costante evoluzione e un mondo del lavoro sempre più complesso. Questo è quanto viene raccontato nella pubblicazione realizzata da Gaia Fior insieme ai suoi colleghi dello SciFabLab dell’ICTP, Centro di Fisica Teorica Abdus Salam (Trieste), che siamo felici di condividere e che presenta il resoconto delle esperienze nella realizzazione di questi supporti didattici presso il laboratorio di prototipazione rapida e le attività svolte nelle scuole e presso fiere ed eventi scientifici grazie anche al supporto della Fondazione Pietro Pittini. Gli esempi discussi dimostrano i vantaggi dell’uso di tecnologie di fabbricazione digitale implementate all’interno di un FabLab nell’insegnamento delle materie STEM.
Gaia Fior collabora con la Fondazione Pietro Pittini dal 2018, per il progetto didattico “Sperimentare il Futuro” rivolto alle scuole secondarie di I° grado della Regione Friuli Venezia Giulia e con “Science Smoothie” indirizzato alle primarie.
I ragazzi oggi devono acquisire competenze utili per professioni che ancora devono nascere poiché «l’85% dei posti di lavoro che esisteranno nel 2030 non è stato ancora inventato»., (“Future of Work” 2019 Institute for the Future for Dell Technologies). È quindi essenziale introdurre gli studenti sin dalle scuole primarie agli argomenti che saranno cardine per la loro vita professionale: coding, robotica, making, engineering design process, artificial intelligence… Nel contempo, si sta indagando la correlazione tra l’uso prolungato di dispositivi digitali con schermi tattili sin dagli anni prescolari e l’aumentata difficoltà nello sviluppo della motricità fine (Lin LY, Cherng RJ, Chen YJ. Effect of Touch Screen Tablet Use on Fine Motor Development of Young Children). Attività facenti parte delle discipline STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), dove i concetti legati all’ambito scientifico vengono veicolati tramite dispositivi sviluppati con lo scopo di portare gli studenti a ragionare e nel contempo utilizzare le mani, possono quindi essere d’aiuto per entrambe queste necessità.
I FabLab, laboratori di prototipazione rapida, hanno grandi potenzialità per la realizzazione di apparecchiature e supporti didattici che possono venir incontro anche alle esigenze specifiche di alunni con disabilità. La filosofia stessa dei Fablab, dove le attrezzature e le conoscenze vengono condivise e dove i problemi vengono approcciati con il principio del “learn by doing”, si presta ad aiutare i ragazzi a sviluppare le hard skills necessarie per il loro futuro professionale lavorando in gruppo e potenziando quindi anche le soft skill.
Uno sguardo alle nostre progettualità che mettono al centro la pratica sportiva e, dati alla mano, una fotografia di quanto i giovani del Friuli – Venezia Giulia si dedicano al proprio benessere psicofisico, per capire dove indirizzare i nostri sforzi presenti e futuri.
Nella nostra regione quasi 1 minore su 5 non pratica sport (Con i Bambini, 2022). Per il 30% circa dei bambini dai 6 ai 10 anni la causa è la condizione economica del nucleo familiare, il 40 per cento nella fascia 11 – 13 non reputa lo sport un’attività primaria con cui riempire il tempo libero e per quasi la metà dei ragazzi compresi fra i 14 e i 18 anni, invece, la causa primaria è l’autoesclusione sociale (Telefono Azzurro 2023). Eppure, lo sport, oltre a concorrere ad un comprovato stato di benessere di salute dell’individuo, favorisce anche in modo significativo il benessere mentale, alleviando lo stress e migliorando l’umore, contribuendo nel complesso a plasmare uno stile di vita equilibrato e sostenibile nel lungo termine; inoltre, la letteratura medico-scientifica indica una correlazione positiva tra l’esercizio fisico e il successo scolastico nei bambini.
Purtroppo, in Italia, 6 edifici scolastici italiani su 10 non sono dotati di un impianto per la pratica sportiva, e la nostra regione presenta una situazione ancora peggiore visto che il 67% delle scuole è priva di una palestra (elaborazione Ambrosetti su dati PNRR e Openpolis).
Tuttavia, unitamente a questi dati allarmanti, ne seguono altri che sembrano apparentemente andare in contrasto: in FVG si trova quasi l’11% di tutte le aree sportive all’aperto presenti in Italia (tutto il sud ne conta il 19%) e, grazie anche la conformazione geografica, è tra le tre regioni con la più ampia offerta sportiva diversificata per persona.
Queste evidenze ci portano a coinvolgere maggiormente i giovani nella pratica sportiva, non solo come strumento di promozione e prevenzione della salute , ma anche per un beneficio sociale per la comunità, poiché promuove l’aggregazione sociale e la collaborazione tra pari. Peraltro, esiste anche un divario rispetto al livello educativo: la pratica sportiva cresce all’aumentare del livello di istruzione in Italia. A tutto ciò si aggiunge la mancanza di una narrativa coinvolgente che doni al singolo quel senso di sana appartenenza ad un gruppo con uno scopo, e che vada al di là del gesto atletico, della medaglia, della classifica.
Tutto questo ci ha portato a utilizzare lo sport come strumento educativo per consentire di muoversi in un corpo agile e in salute, per favorire lo sviluppo cognitivo e ad una mentalità inclusiva. Quale miglior posto se non la scuola per introdurre questo strumento educativo?
La scuola rappresenta il luogo protetto per eccellenza, dove poter crescere, sbagliare, sperimentarsi assieme ai propri compagni. Proprio qui, nelle aule e nelle palestre della nostra regione, la Fondazione Pietro Pittini porta buona parte dei propri progetti che hanno al centro lo sport, driver fondamentale per contrastare non solo il fenomeno della sedentarietà tra i giovani, ma soprattutto il loro lento abbandono della scena sociale. Vediamo dunque quali sono questi progetti, i loro contenuti e i loro beneficiari.
Nella scuola primaria, è stato attivato per il secondo anno consecutivo il progetto Gioco in Movimento (GYM), che vuole diffondere l’importanza del movimento e dello sport attraverso appuntamenti pomeridiani che propongono esercizi e giochi fisici mirati, favorendo lo sviluppo psico–fisico, la crescita e l’inclusione dei giovanissimi.
Nella scuola secondaria di I grado è attivo ormai dal 2017 +Sport a Scuola, il percorso ideato per promuovere e implementare l’offerta ludico-sportiva pomeridiana: una proposta di differenti sport alternati a laboratori di scrittura creativa con l’obiettivo di favorire interdisciplinarietà, curiosità e spirito di squadra, esplorando l’importanza del comportamento e del linguaggio del corpo, scritto e verbale. Gli educatori sportivi di Scienze Motorie di UNIUD, affiancati ai docenti interni di educazione fisica, portano gli allievi a conoscere valori sportivi, inclusione e socializzazione praticando sport diversi, con un miglior approccio alle regole.
Tuttavia, le azioni di Fondazione a favore dello sport si declinano in progettualità che tengono conto anche di quel patrimonio che è secondo solo a quello dei giovani atleti, vale a dire gli educatori sportivi, i tecnici e i giovani insegnanti delle realtà che quotidianamente rendono possibile l’offerta sportiva nella nostra regione. La loro formazione e il loro aggiornamento costante sono un investimento prezioso per le ASD e per le scuole in cui operano e rappresentano dunque un obiettivo legittimo dei nostri sforzi.
Le 3 C dell’insegnante, per esempio, offre un percorso mirato, propedeutico alla selezione e all’accoglienza dei candidati pronti a sviluppare i progetti sportivi promossi da noi, quali “+ Sport a Scuola” e “GYM”, rispettivamente negli Istituti secondari di I grado e nelle scuole primarie. Il corso tocca diversi temi come la comunicazione verbale e non-verbale, lo sviluppo delle life skills e il potenziamento dello sport inclusivo.
Sport4All, invece, ha l’obiettivo di dotare alcune ASD operanti sul territorio di una serie di strumenti per avviare o potenziare le proprie attività interne. A partire da una manifestazione di esigenze specifiche da parte degli operatori, si attiva una erogazione vincolata alla formazione e all’aggiornamento specialistico di qualunque figura coinvolta nello staff.
Sempre all’interno di Sport4all, il 2024 ha visto la nascita di Tutti in campo! che prevede 6 moduli formativi di due ore in presenza e gratuiti, durante i quali figure professionali altamente qualificate forniranno agli allenatori e ai tecnici delle ASD partecipanti strumenti utili e immediatamente spendibili nelle diverse attività che compongono il complesso operato delle associazioni sportive: fundraising, inclusività, riforma dello sport, social media, drop-out sportivo.
Tutte le nostre progettualità, sportive e non, nascono dal contatto con l’esterno e dall’ascolto dei bisogni – in questo caso, sia delle ASD che di tanti bambini che non hanno accesso a questa attività ricreativa – educativa; grazie alla rete di connessioni che da anni cerchiamo di implementare ed alle capacità interne di Fondazione, ci dedichiamo costantemente ad indagare e a lavorare su questo asset, oggetto peraltro di corposi finanziamenti e contributi da parte della nostra Regione, che dimostra così di essere attenta ai gap da colmare e alle necessità del territorio.
Infine, Fondazione Pietro Pittini fa parte della Sport for Inclusion Network, rete nata nel 2022 che raccoglie oltre 25 fondazioni italiane ed altre organizzazioni del Terzo Settore dedite allo sport , con l’obiettivo di rispondere ai bisogni sociali urgenti della nostra società creando una sinergia d’azione che metta insieme risorse e competenze. Lo sport inclusivo, infatti, rappresenta un pilastro fondamentale nella promozione dell’uguaglianza e dell’integrazione sociale, per favorire l’accesso allo sport a tutti i livelli di fragilità.
Lo sport sembra rappresentare lo strumento più adatto per ripristinare quel bisogno di socialità che tra le nuove generazioni sembra sopito e nascosto. Anche quest’anno, i nostri progetti sportivi vogliono essere un contributo per riscoprire non solo se stessi attraverso il movimento, ma soprattutto gli altri, ricreando relazioni, amicizie e connessioni.
Come sostenere i giovani delle Terre Alte del FVG? FPP ha svolto una indagine per comprendere la situazione delle Aree interne della nostra Regione; è ora disponibile il rapporto commissionato alla Coop Cramars e al Prof Carrosio sugli Innovatori Sociali della Montagna Friulana.
Chi sono gli Innovatori della Montagna Friulana? Sono tutti coloro che abitano o ri-abitano la montagna rispondendo ai bisogni ambientali del territorio, animando le relazioni sociali e connettendo persone e luoghi. Coloro che decidono di rimanere a vivere e lavorare in montagna, o coloro che ritornano ai luoghi di origine o, ancora, coloro che scelgono la montagna come residenza neo-rurale. Sono anche loro quelli che cercano di combattere l’abbandono delle terre trovando forme di economia sostenibile e connessioni sociali e che vogliono vincere la spirale di marginalità socio- economica e l’involuzione delle comunità montane.
Ne abbiamo parlato al webinar del 16/09/2021 con gli autori Giovanni Carrosio, Vanni Treu, che ringraziamo, insieme a Alessia Zabatino (Forum Disuguaglianze e Diversità) e Lydia Alessio Vernì (Agenzia Lavoro e Sviluppo Impresa FVG).
Grazie anche alle testimonianze di
– Luca Postregna – ASFO Erbezzo (UD)
– Ivan Provenzale – T20 (PN)
– Kaspar Nickles – Tiere viere (UD)
– Gianni Gentilini – Bosco delle Rune (UD)
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