Si è conclusa il 15 marzo a Valbruna, in Val Saisera, la settimana residenziale della quinta edizione di Percorsi Spericolati, il progetto promosso da Fondazione Pietro Pittini in collaborazione con Meraki – Desideri Culturali e Magma Impresa Sociale, con la collaborazione di Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Rete Rifai e Università degli Studi di Udine e la media partnership di VITA.
Un momento centrale del percorso, che ha riunito giovani da tutta Italia per confrontarsi con le sfide dei territori e lavorare insieme alla costruzione di possibili traiettorie di sviluppo.
Una settimana di formazione, confronto e lavoro sul campo

La settimana ha alternato momenti di formazione, tavole rotonde e attività sul campo, offrendo ai partecipanti strumenti concreti per leggere e interpretare contesti complessi.
I ragazzi hanno lavorato su temi come project design, animazione territoriale, community engagement, fundraising e pensiero sistemico.
Due tavole rotonde hanno poi ampliato lo sguardo, mettendo in dialogo esperti, fondazioni e realtà attive sui territori. Tra i temi affrontati: le politiche per le aree interne e le isole minori, le sfide legate al cambiamento climatico nelle aree montane e le opportunità per i giovani e le organizzazioni giovanili.

Le immersioni: leggere il territorio da dentro
Cuore dell’esperienza sono state le immersioni nelle realtà locali, concentrate tra Paluzza e Sutrio (UD). I partecipanti hanno incontrato aziende, enti e comunità, osservando da vicino dinamiche, bisogni e potenzialità del territorio. Si tratta di una sostanziale novità rispetto alle scorse edizioni: di solito infatti gli spericolati e le spericolate si dividevano in aziende sparse in tutta la regione. Questa scelta ha permesso di sviluppare uno sguardo più sistemico, mettendo in relazione punti di vista diversi e stimolando la costruzione di proposte progettuali più concrete e radicate nel territorio.
Accanto agli incontri, i ragazzi hanno raccolto informazioni anche attraverso momenti informali e interviste agli abitanti, entrando in contatto diretto con la vita quotidiana del posto.

Costruire relazioni, immaginare soluzioni
La condivisione continua di spazi, tempi e attività ha rafforzato il gruppo, favorendo il confronto e la collaborazione. È emersa la volontà di lavorare su soluzioni reali e facilmente realizzabili, capaci di rispondere ai bisogni concreti, rilevati all’interno dei singoli enti.
Anche momenti più leggeri, come l’escursione in Val Saisera insieme a Wild Routes, hanno contribuito a leggere il territorio in modo diverso: una valle caratterizzata da un’elevata biodiversità, ma anche attraversata da tracce di storia, tra bunker e resti dei conflitti mondiali che l’hanno segnata.

Il percorso continua
Con la conclusione della settimana residenziale si apre ora una nuova fase: i partecipanti stanno lavorando da remoto, accompagnati dai tutor, allo sviluppo delle loro proposte progettuali.
I progetti saranno presentati durante l’evento finale previsto per il mese di maggio.

