Social Enterprise Open Camp 2025: insieme per il cambiamento sistemico
Quattro giorni intensi di incontri, confronto e ispirazione. Anche quest’anno abbiamo partecipato al Social Enterprise Open Camp (SEOC), la piattaforma internazionale dedicata all’imprenditoria sociale e all’impact investing, promossa da Opes Italia.
Il tema dell’edizione 2025 – Togetherness. Cultivating Systemic Change – ci ha guidati in un percorso formativo profondo, che ha intrecciato la presentazione di progetti concreti e buone pratiche di imprenditoria sociale con riflessioni teoriche, visioni e strumenti offerti da esperti e studiosi del settore.
Gli interventi di social entrepreneur, accademici e investitori provenienti da tutto il mondo ci hanno fatto sentire parte di un’unica missione: promuovere modelli di sviluppo sostenibili, equi e innovativi. Abbiamo riconosciuto, nel nostro impegno quotidiano, una delle tante “isole di coerenza” che, entrando in risonanza con altre realtà, contribuiscono a generare un vero cambiamento sistemico.
A SEOC abbiamo anche incontrato i vincitori delle ultime due edizioni di Imprese Spericolate, il nostro programma di imprenditorialità giovanile nelle aree interne. Un’occasione preziosa per dare voce a chi sta già lavorando – dal basso – per ripensare il proprio futuro e quello delle proprie comunità.
Accanto ai percorsi promossi direttamente dalla noi di Fondazione Pietro Pittini, esistono numerose opportunità rivolte ai giovani che desiderano mettersi in gioco, sviluppare idee progettuali e confrontarsi con le sfide dei territori.
Si tratta di iniziative che, per approccio e obiettivi, dialogano con il lavoro che portiamo avanti: percorsi che uniscono formazione, esperienza concreta e sviluppo di progettualità, spesso con una forte attenzione all’impatto sociale e alla sostenibilità.
Di seguito alcune opportunità attualmente aperte (o in apertura) che riteniamo particolarmente interessanti.
ReStartApp – Campus per giovani imprenditori dell’Appennino
ReStartApp è un campus gratuito rivolto a giovani aspiranti imprenditori che vogliono sviluppare un progetto d’impresa nelle aree appenniniche. Il percorso prevede oltre 300 ore di formazione, momenti di networking, ospitalità e un accompagnamento anche successivo alla conclusione del campus.
Tra gli elementi più rilevanti, la possibilità di accedere a un contributo fino a 30.000 euro per l’avvio dell’attività.
Il campus si inserisce all’interno del più ampio Progetto Appennino – idee che muovono montagne, promosso da Fondazione Edoardo Garrone, che punta a sostenere lo sviluppo economico e sociale delle aree appenniniche attraverso la nascita di nuove imprese giovanili, il rafforzamento di quelle esistenti e la creazione di reti tra attori locali.
Il progetto mette a sistema diversi strumenti – campus di incubazione come ReStartApp e ReStartAlp, percorsi di accelerazione e laboratori di rete – con l’obiettivo di favorire un’imprenditorialità sostenibile e radicata nei territori.
La scadenza per candidarsi è fissata al 15 aprile 2026.
Social Enterprise Open Camp
Il Social Enterprise Open Camp è un evento di formazione internazionale dedicato all’imprenditoria sociale, che riunisce innovatori, imprenditori, cooperative, istituzioni e organizzazioni da diversi Paesi.
Un’esperienza intensiva e residenziale che combina workshop, casi studio e momenti di confronto, creando uno spazio in cui apprendimento, relazioni e visione si intrecciano.
Si tratta di uno spazio capace di generare connessioni profonde e nuove prospettive: un contesto in cui confrontarsi con pratiche ad alto impatto, acquisire strumenti concreti e sentirsi parte di un ecosistema più ampio.
Un’esperienza che alterna momenti di ispirazione e lavoro sui casi, facilitando la costruzione di reti e la nascita di collaborazioni, e che viene descritta dagli stessi partecipanti come un’occasione preziosa per rimettere a fuoco il proprio lavoro e il proprio ruolo nei processi di trasformazione sociale.
La call per partecipare sarà pubblicata prossimamente: è consigliabile monitorare il sito ufficiale per aggiornamenti.
Creativity Pioneers Fund – Fondazione Moleskine
Il Creativity Pioneers Fund, promosso da Fondazione Moleskine, è un fondo internazionale che sostiene organizzazioni culturali e creative impegnate a generare cambiamento sociale attraverso approcci non convenzionali.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di catalizzare trasformazioni concrete, investendo in realtà che lavorano sulle sfide globali più urgenti e accompagnandole nel rafforzamento delle proprie capacità nel lungo periodo. Il finanziamento, flessibile e non vincolato, è pensato per sostenere sia i bisogni essenziali sia lo sviluppo organizzativo, permettendo alle organizzazioni di continuare a operare in modo efficace all’interno delle proprie comunità.
Accanto al sostegno economico, il fondo promuove un modello basato sulla collaborazione e sulla costruzione di ecosistemi, mettendo in connessione i Creativity Pioneers e i partner coinvolti, per favorire scambi, relazioni e crescita condivisa.
Si rivolge a organizzazioni non profit attive a livello globale, con una particolare attenzione a quelle che lavorano con giovani tra i 16 e i 27 anni e in contesti svantaggiati o marginalizzati, sostenendo pratiche intersezionali, inclusive e orientate all’impatto.
Al centro del programma ci sono attivisti, artisti, operatori culturali e innovatori che, attraverso la creatività, sviluppano risposte nuove e concrete alle sfide contemporanee. La call è ufficialmente aperta fino al 24 aprile 2026.
BAITE Awards – NanoValbruna
All’interno di NanoValbruna, forum internazionale dedicato alla rigenerazione nei territori alpini, i BAITE Awards rappresentano un contest rivolto a progetti innovativi capaci di generare impatto.
L’iniziativa si inserisce in un contesto che mette in dialogo giovani, ricercatori, imprenditori e professionisti su temi legati all’innovazione, all’ambiente e alla rigenerazione territoriale, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.
Dall’11 al 13 marzo Fondazione Pietro Pittini ha partecipato a Didacta Italia 2026, la più importante fiera dedicata al mondo della scuola e della formazione, che si è svolta a Firenze.
A rappresentare la Fondazione, le nostre Federica e Gaia, che lavorano rispettivamente dell’area scuola e della didattica STEM.
Una fiera dedicata all’intelligenza artificiale
L’edizione 2026 è stata fortemente incentrata sull’intelligenza artificiale e sul suo ruolo nella didattica. Tra formatori, istituzioni, università, aziende e realtà educative, il confronto è stato ampio e articolato.
Nel complesso, l’IA viene letta come una grande opportunità: uno strumento capace di alleggerire alcune fasi dell’apprendimento e di stimolare competenze come problem solving, pensiero critico e computational thinking. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza la necessità di accompagnarne l’uso con consapevolezza, per gestirne criticità e impatti.
Un punto condiviso da diversi relatori, che hanno sottolineato l’importanza di integrare l’intelligenza artificiale nella didattica, senza demonizzarla.
Spunti e pratiche per una scuola in trasformazione
Durante i tre giorni di fiera, il team ha seguito workshop, incontri e sperimentazioni che hanno offerto numerosi spunti.
Tra i temi emersi:
Didattica personalizzata e stili cognitivi, con strumenti per adattare i percorsi educativi alle caratteristiche degli studenti e lavorare sulla motivazione, anche in ottica di contrasto alla dispersione scolastica.
Educazione civica digitale, con progetti come l’Online Pass, che mira a formare cittadini digitali consapevoli e attivi.
Percorsi di orientamento e transizione scuola-lavoro, che integrano formazione, esperienza sul campo e project work, valorizzando anche le competenze non formali.
Prospettive psicologiche sull’IA, con riflessioni sul ruolo dei videogiochi e sull’importanza dell’educazione emotiva e della regolazione nelle esperienze digitali.
Coding e inclusione, con iniziative europee come Code Week, che promuovono l’accesso alle competenze digitali e lavorano anche sul superamento dei bias di genere nelle STEM.
Accanto a questi, anche esempi concreti di didattica laboratoriale: dalle challenge per avvicinare i ragazzi alla fisica, ai progetti che uniscono narrazione e scienza nella scuola primaria, fino ai workshop che integrano coding e intelligenza artificiale.
La comunità educante al centro
Didacta si conferma uno spazio in cui si incontrano tutti gli attori della comunità educante: docenti, educatori, istituzioni, università, imprese, realtà formative, ma anche studenti. Un ecosistema complesso, in cui emerge sempre più chiaramente quanto sia necessario lavorare in rete per accompagnare i giovani nei loro percorsi di crescita. La partecipazione alla fiera rappresenta sempre un’occasione preziosa per raccogliere stimoli e riflessioni utili allo sviluppo delle attività della Fondazione.
Si è conclusa il 15 marzo a Valbruna, in Val Saisera, la settimana residenziale della quinta edizione di Percorsi Spericolati, il progetto promosso da Fondazione Pietro Pittini in collaborazione con Meraki – Desideri Culturali e Magma Impresa Sociale, con la collaborazione di Avanzi – Sostenibilità per Azioni, Rete Rifai e Università degli Studi di Udine e la media partnership di VITA.
Un momento centrale del percorso, che ha riunito giovani da tutta Italia per confrontarsi con le sfide dei territori e lavorare insieme alla costruzione di possibili traiettorie di sviluppo.
Una settimana di formazione, confronto e lavoro sul campo
La settimana ha alternato momenti di formazione, tavole rotonde e attività sul campo, offrendo ai partecipanti strumenti concreti per leggere e interpretare contesti complessi.
I ragazzi hanno lavorato su temi come project design, animazione territoriale, community engagement, fundraising e pensiero sistemico.
Due tavole rotonde hanno poi ampliato lo sguardo, mettendo in dialogo esperti, fondazioni e realtà attive sui territori. Tra i temi affrontati: le politiche per le aree interne e le isole minori, le sfide legate al cambiamento climatico nelle aree montane e le opportunità per i giovani e le organizzazioni giovanili.
Le immersioni: leggere il territorio da dentro
Cuore dell’esperienza sono state le immersioni nelle realtà locali, concentrate tra Paluzza e Sutrio (UD). I partecipanti hanno incontrato aziende, enti e comunità, osservando da vicino dinamiche, bisogni e potenzialità del territorio. Si tratta di una sostanziale novità rispetto alle scorse edizioni: di solito infatti gli spericolati e le spericolate si dividevano in aziende sparse in tutta la regione. Questa scelta ha permesso di sviluppare uno sguardo più sistemico, mettendo in relazione punti di vista diversi e stimolando la costruzione di proposte progettuali più concrete e radicate nel territorio.
Accanto agli incontri, i ragazzi hanno raccolto informazioni anche attraverso momenti informali e interviste agli abitanti, entrando in contatto diretto con la vita quotidiana del posto.
Costruire relazioni, immaginare soluzioni
La condivisione continua di spazi, tempi e attività ha rafforzato il gruppo, favorendo il confronto e la collaborazione. È emersa la volontà di lavorare su soluzioni reali e facilmente realizzabili, capaci di rispondere ai bisogni concreti, rilevati all’interno dei singoli enti.
Anche momenti più leggeri, come l’escursione in Val Saisera insieme a Wild Routes, hanno contribuito a leggere il territorio in modo diverso: una valle caratterizzata da un’elevata biodiversità, ma anche attraversata da tracce di storia, tra bunker e resti dei conflitti mondiali che l’hanno segnata.
Il percorso continua
Con la conclusione della settimana residenziale si apre ora una nuova fase: i partecipanti stanno lavorando da remoto, accompagnati dai tutor, allo sviluppo delle loro proposte progettuali.
I progetti saranno presentati durante l’evento finale previsto per il mese di maggio.
Nel panorama educativo attuale, le discipline STEAM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Arte e Matematica) rappresentano un driver fondamentale per sviluppare nei più giovani competenze trasversali, pensiero critico e immaginazione. È con questo approccio che sono in svolgimento anche nel 2026 Science Smoothie e Sperimentare il Futuro, due progetti della Fondazione Pietro Pittini dedicati alla diffusione della cultura scientifica, tecnologica e digitale nelle scuole del Friuli Venezia Giulia.
Entrambi i programmi affiancano all’insegnamento tradizionale esperienze pratiche, inclusive e coinvolgenti, portando in aula strumenti e linguaggi innovativi per affrontare i temi della scienza, della sostenibilità e dell’innovazione sociale.
Science Smoothie – la scienza a misura di bambini e bambine
Dedicato alle scuole primarie, Science Smoothie è un percorso di alfabetizzazione scientifica basato su laboratori esperienziali, che stimolano la curiosità attraverso il gioco, il fare e la meraviglia.
Dalle illusioni ottiche agli esperimenti sulla luce, dal suono alle trasformazioni chimiche, i laboratori (realizzati in collaborazione con realtà come Kaleidoscienza, WWF APM Miramare e la science educator Gaia Fior) offrono occasioni di esplorazione e scoperta. Un modo per iniziare a “parlare il linguaggio della scienza” fin da piccoli, sviluppando allo stesso tempo immaginazione, capacità di osservazione e spirito collaborativo.
Sperimentare il Futuro – tecnologia e immaginazione per le nuove generazioni
Pensato per le scuole secondarie di primo grado, Sperimentare il Futuro propone moduli di robotica educativa, coding e progettazione, con un focus tematico che cambia ogni tre anni. L’edizione 2025-2026 è l’ultima dedicata all’agricoltura 4.0, e porta ragazze e ragazzi a riflettere sulle connessioni tra passato, innovazione e sostenibilità. L’attività diventa anche orientamento scolastico per gli studenti grazie all’approccio immersivo alle materie STEM.
Alcuni istituti sono già arrivati alla fase di restituzione, dove gli studenti hanno condiviso quanto appreso.
Un ecosistema educativo che unisce scuola, comunità e futuro
Science Smoothie e Sperimentare il Futuro condividono una stessa visione: costruire contesti di apprendimento accessibili, multidisciplinari e capaci di rispondere alle sfide contemporanee. Le attività laboratoriali, oltre a trasmettere conoscenze, promuovono collaborazione, problem solving, comunicazione e creatività – competenze chiave in ogni percorso di crescita.
Attraverso questi due progetti, la Fondazione Pietro Pittini conferma il proprio impegno nel diffondere una cultura dell’innovazione fin dalla scuola, contribuendo a rendere le STEAM strumenti di cittadinanza, inclusione e partecipazione attiva.
Per lavorare con competenza, passione e consapevolezza servono strumenti, confronto e occasioni di aggiornamento continuo. Nel corso del 2025, la Fondazione Pietro Pittini ha promosso e sostenuto alcuni percorsi formativi rivolti a educatori, educatrici, operatori e operatrici attivi nei progetti sul territorio. Ecco due tra le esperienze e una che sta per arrivare.
Metodo Dynamo: la Terapia Ricreativa come strumento educativo
Dal 12 al 14 dicembre, due educatrici hanno partecipato al Workshop Metodo Dynamo presso il Campus Dynamo Academy di Limestre. Una formazione immersiva – tra aula, attività esperienziali e momenti di riflessione – che ha permesso alle partecipanti di approfondire il metodo basato sulla Terapia Ricreativa: un approccio che valorizza la libertà di scelta, la cura reciproca e la progettazione inclusiva, per promuovere il benessere e lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno.
“Un’esperienza concreta e stimolante, che ci ha dato nuovi spunti per rafforzare le nostre proposte educative e lavorare in modo sempre più attento e consapevole.”
Formazione Mus-e: arte, inclusione e relazione
A metà dicembre a Monfalcone (GO) si è svolta una tappa della formazione nazionale Mus-e, dedicata agli artisti e alle artiste attivi in Friuli Venezia Giulia. Un’occasione preziosa per crescere insieme, condividere esperienze e affinare strumenti educativi e relazionali.
Guidato dal formatore Luca Ercoli, il percorso si è concentrato su due aspetti fondamentali:
La co-conduzione efficace del laboratorio con gli insegnanti, per creare ambienti di apprendimento sinergici e coinvolgenti.
L’inclusione dei minori con Bisogni Educativi Speciali (BES), con strategie pratiche per rendere l’arte accessibile e significativa per ogni bambina e bambino.
Una giornata intensa, fatta di confronto, role-playing, casi studio e riflessione condivisa. Perché accompagnare i più piccoli attraverso i linguaggi dell’arte significa anche crescere come comunità educante.
Le 3 C dell’Istruttore: Capacità, Conoscenze, Competenze
A febbraio 2026 prenderà il via a Udine il corso “Le 3 C dell’Istruttore”, un percorso formativo promosso dalla Fondazione Pietro Pittini con il patrocinio dell’Università degli Studi di Udine – Corso di Laurea in Scienze Motorie. Il corso è rivolto a studenti e studentesse del Corso di Laurea in Scienze Motorie e STAMPA e affronta temi centrali per l’educazione motoria e sportiva nelle scuole. Il percorso è propedeutico all’ingresso nei progetti sportivi promossi dalla Fondazione nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado del Friuli Venezia Giulia.