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Due giorni di dialogo e confronto su buone pratiche, sperimentazioni e nuovi paradigmi della filantropia italiana. Fondazione Pietro Pittini a Siena per la Philanthropy Experience 2023 – SPERIMENTARE, FALLIRE, APPRENDERE E MIGLIORARE

Le incantevoli sale rinascimentali del complesso museale Santa Maria della Scala di Siena hanno ospitato il 6 e 7 Novembre la seconda edizione della Philanthropy Experience. L’evento, promosso da Fondazione Ebbene, Fondazione Milan, Fondazione Mazzola, FiDO, Allianz UmanaMente, Time2 e Fondazione Monte dei Paschi di Siena, ha visto coinvolte oltre 110 fondazioni che si sono interrogate su quale ruolo ricopre la filantropia oggi e quali possono essere nuovi processi per generare interventi sostenibili e impattanti.

L’evento ha previsto due sessioni plenarie di apertura e chiusura dedicate alla vision e alla strategia e 11 sessioni parallele dedicate all’analisi tecnica e al dibattito, con l’intervento di 50 speaker di grande spessore. Le tematiche principali degli incontri sono state la valutazione d’impatto, lo sport inclusivo, il welfare culturale ma anche l’intermediazione filantropica e la transizione scuola-lavoro, cercando di mantenere sempre al centro del dibattito i giovani e la sostenibilità degli interventi.

La traccia dei lavori e delle riflessioni di queste due giornate è stata impostata da Francesco Profumo, già Ministro dell’Istruzione e della Ricerca e oggi presidente ACRI, che ha portato l’attenzione sul delicato binomio successo-fallimento. In un contesto socioculturale come quello italiano, dove prevale ancora forte la stigmatizzazione dell’errore e il terrore delle sue conseguenze, la filantropia sembra essere, apparentemente, l’unica ad esercitare il privilegio di fallire. Tuttavia, se la filantropia vuole porsi come reale motore di miglioramento sociale e ambientale deve ragionare sulla propria capacità di essere efficace e contemporaneamente sostenibile. Questo comporta la necessità di lavorare sullo stesso piano di partner e stakeholder, immaginando nuovi modi di agire e interagire, sperimentando e sbagliando assieme, trasformando così il privilegio di fallire in un diritto estendibile a tutti. Si va modellando così un ruolo di filantropia che lavora in sinergia con e per il territorio all’interno di un processo di innovazione, sperimentazione e restituzione di buone pratiche.

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