In URBAN CENTER a Trieste “TUFFI NELLA SCIENZA” – un progetto di Fondazione Pietro Pittini. In programma questa estate oltre 25 laboratori e iniziative gratuite rivolte ai giovani di tutte le età sui temi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e dell’arte

Come si costruisce un microscopio partendo da un foglio di carta? Come si programma un piccolo robot lavorando su circuiti e strumenti di programmazione? Come si analizza il DNA di una foglia? Come si progetta una città intelligente? Come si invia un messaggio in codice usando la crittografia?

Questi sono solo alcuni dei temi che guideranno gli oltre 25 laboratori e iniziative gratuite che la Fondazione Pietro Pittini ha organizzato nell’ambito del progetto estivo “Tuffi nella scienza”.

Dal  2 luglio gli spazi dell’Urban Center di Corso Cavour 2/2 a Trieste ospiteranno più di 100 ore di contenuti laboratoriali interattivi rivolti ai giovani dai 3 ai 18 anni sui temi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria ma anche dell’arte e della meccanica.  Tutti i dettagli su www.tuffinellascienza.it

Fondazione Pietro Pittini è stata chiamata per animare l’Urban Center di Trieste con progetti rivolti ai giovani e avvicinarli all’obiettivo scientifico e imprenditoriale cui è dedicato l’edificio. Fondazione Pietro Pittini non persegue solo il contrasto alla povertà educativa, a sostegno dei più fragili: vuole anche rendersi parte attiva nella costruzione di quelle conoscenze e competenze che serviranno ai giovani per il raggiungimento di un lavoro nel loro futuro. La possibilità di avere sul nostro territorio un ecosistema imprenditoriale e scientifico di tutto rispetto non può prescindere dal coinvolgimento delle giovani generazioni; è dunque importante permettere che anche i bambini possano comprendere, da subito, le potenzialità ed il fascino delle materie scientifiche e avvicinare piccoli alunni e grandi (la comunità educante) alle grande sfide della società moderna, dominata da una rivoluzione tecnologica ove è cruciale il ruolo della ricerca e della scienza.

“Il nostro giocattolo più grande è il cervello” è la frase attribuita a Charlie Chaplin e aiuta a comprendere bene quanto creatività e sollecitazioni possano far germogliare in noi vivacità di pensiero e intelligenza. Così anche i giochi scientifici quali gli esperimenti, la trasformazione fisica, le basi di programmazione come il coding – svolte in modalità di gruppo e laboratoriale – possono favorire situazioni di apprendimento, elevando le opportunità di far trovare agli alunni la creatività e far scoprire le loro proprie potenzialità. Nella didattica-gioco laboratoriale le pratiche del problem-solving e del cooperative learning promuovono un apprendimento significativo poiché gli alunni sono stimolati a porsi domande e a formulare ipotesi per la risoluzione dei problemi, a lavorare insieme per un obiettivo comune, imparando ad interagire.

Tuffi nella scienza, peraltro, interpreta appieno i nuovi canoni didattici e l’impegno del Governo che prevede il coding e, in generale, didattica digitale e programmazione informatica come leva per innovare il mondo dell’istruzione; si punta ad azioni concrete per far entrare il coding nei programmi della scuola dell’infanzia e di quella primaria entro il 2022.

Il programma prevede 2 giorni a settimana nei mesi di luglio e agosto in cui educatori specializzati guideranno giovani dai 3 ai 18 anni in laboratori declinati in maniera tematica su scienza, tecnologia, ingegneria, arte e matematica (STEAM). Abbiamo coinvolto Silvia Faion e Barbara Razzini, di THE CODING BOX (TS) che avvicineranno bambini dai 3 ai 7 anni al coding in modalità unplugged (ossia senza uso diretto di computer). KALEIDOSCIENZA (UD) farà esplorare il mondo della scienza attraverso l’arte, sfruttando la creatività per osservare fenomeni chimici, biologici ed ecologici. Poi manipolando materiali naturali e di uso comune, farà  realizzare piccoli esperimenti, la costruzione di composizioni creative sfruttando principi presi in prestito dalla chimica, dalla biologia e della fisica. Il team di ICGEB – l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology di Trieste – invece,  attrezzerà uno spazio come mini laboratorio di biologia molecolare in cui i piccoli allievi potranno dimostrare, in poco tempo, esperimenti, per esempio, sul DNA, i moscerini della frutta o le cellule del cuore; ma anche costruire un microscopio di carta e dimostrare come un microscopio, realizzato semplicemente piegando un pezzo di carta, può essere dotato di tutti i tipi di microscopia avanzata e assolutamente funzionante. GAYA FIOR (TS) già esperta di STEM con stampa 3D, programmazione e Arduino, proporrà  esercizi e giochi di programmazione attraverso l’uso di cavi, batterie e interruttori fino al taglio laser. Il Laboratorio dell’Immaginario Scientifico (TS) si dedicherà ai ragazzi di oltre 14 anni e proporrà vari momenti di apprendimento relativi alla smart city con una scatola che rappresenterà un quartiere della città con dentro Arduino e vari LED e motori; oppure proporranno laboratori in cui si spiega l’atomo e le molecole, con esperimenti che dimostrano – ad esempio – come la posizione di certi atomi in una molecola influenza le proprietà del materiale che compongono. FABIO FONDA (TS), amante di attività di edutainment, cercherà di riprodurre alcune opere di famosi pittori e farà scoprire ai più piccoli l’“alfabeto” ossia il loro linguaggio artistico, oggi facilmente riproducibile da computer o tablet. Infine gli Amici dell’Orologeria Pesarina Giovanni Battista e Remigio Solari (di Pesariis UD) arrivano da questo pesino della Carnia, dove nel 1936 un geniale inventore ha progettato il primo orologio a scacchiera con lettura sul quadrante con palette, invenzione da cui nacque poi l’orologio a Cifra 3 che ha reso tanto famosa nel mondo la Solari; i ragazzi impareranno le nozioni base del tempo e apprenderanno le nozioni di micromeccanica per la realizzazione delle palette a rullo.

I laboratori si svolgeranno nel nuovo Urban Center in Corso Cavour 2/2, a Trieste, un edificio suddiviso in 3 piani e sito in centro città, a Trieste, collocato all’ingresso di Porto Vecchio e quindi al centro di spazi oggetto di rigenerazione urbana; vi trovano sede un FabLab dimostrativo, uno spazio per i cittadini e gli enti scientifici locali – quale luogo di incontro, scambio, confronto – e uno spazio per ospitare start-up del mondo delle life-science.  In un ambiente accogliente, e allestito secondo i più moderni canoni di arredo, FPP offrirà Tuffi nella Scienza, un programma laboratoriale scandito in vari incontri settimanali e dedicati a bambini e ai ragazzi, con contenuti mirati in base alla fascia di età 4 -18 anni.

La gestione di Urban Center è stata aggiudicata dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da: Bio4Dreams di Milano, capofila del raggruppamento, le società RnBGate e Biovalley Investments, entrambe di Trieste, e dal Polo Tecnologico di Pordenone.

Si tratta di un  Urban Center delle imprese  innovativo, primariamente dedicato ai settori BioHighTech (inteso quale biotecnologico, biomedicale e bioinformatico coerentemente con l’area “Smart Health” della Strategia di Specializzazione Intelligente – S3 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) e HighTech, che non si configura solo come uno spazio di incubazione di imprese, ma come luogo di partecipazione e incontro attraverso la messa a disposizione e la fruizione di spazi “aperti” che stimolino la conoscenza, il dialogo, lo scambio e la contaminazione dei saperi. Un luogo nel quale la commistione dei diversi soggetti, imprese e persone fisiche, e l’intersezione con il mondo della ricerca e dell’arte e della cultura favoriscano e stimolino le possibilità di incontro e lo scambio di conoscenze, opportunità e know-how in maniera innovativa e diretta.

È importante aprire Urban Center anche alle fasce più giovani per iniziare quella contaminazione tra imprenditorialità, scienza e comunità che tanto è vitale per disseminare la ricerca e far conoscere al contempo le ricchezze del tessuto imprenditoriale regionale. Oltre ai giovani, il nostro obiettivo è anche quello di creare momenti di aggiornamento dedicati agli insegnanti e creare consapevolezza sull’importanza delle STEAM nei lavori del futuro, integrando l’offerta informativa scolastica.

La nostra Fondazione non è nuova ai percorsi laboratoriali legati alle STEAM e dedicati ai più piccoli; in coerenza con la propria mission e le proprie linee guida – istruzione di qualità, e innovazione – opera da anni guardando agli SDG’s con l’obiettivo fornire una buona formazione di qualità per tutti e avvicinare bambini e ragazzi alla scienza e all’innovazione. È indubbio che le tecnologie giocheranno un ruolo cruciale soprattutto nei processi educativi e la Fondazione vuole iniziare proprio dai più giovani per far comprendere ed apprezzare i rudimenti della scienza e della tecnologia. Il dialogo con un territorio ad alta intensità scientifica deve partire dai più piccoli con la consapevolezza che le materie scientifiche sono un driver impareggiabile per il futuro lavorativo della persona e dunque per lo sviluppo della società moderna.

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