Trieste al centro della scienza con ESOF

Trieste al centro della scienza con ESOF

Trieste si prepara ad ospitare ESOF, la più importante manifestazione europea dedicata ai temi della scienza e del progresso. Il prossimo luglio infatti, per due settimane, la città sarà invasa da scienziati, ricercatori ed addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo. Obiettivo? Discutere di scienza ma anche delle sue interconnessioni con le nuove tecnologie, l’impresa, il policy making e la società civile.

La scelta di Trieste quale Capitale Europea della scienza è da ricercarsi nel ruolo che la città ha saputo giocare nello sviluppo di un ecosistema universalmente riconosciuto che conta oggi una delle concentrazioni di addetti al settore e Istituzioni scientifiche tra le più alte a livello internazionale. Molto di questo è merito di Paolo Budinich e Abdus Salam, i due scienziati che negli anni ’60 hanno puntato sul progresso scientifico come scintilla per lo sviluppo economico, sociale e civile del capoluogo. Questo pensiero “lungo” si è tradotto, nel 1964, nella nascita del Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) su spinta del Governo Italiano e dell’Agenzia per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite (AIEA). La collocazione dell’ICTP a Trieste, in quegli anni città a ridosso della cortina di ferro, era funzionale alla promozione di collaborazioni scientifiche tra Est e Ovest e inoltre, come scrive lo stesso Budinich si trattava di far capire “quanto importante sarebbe stato per una Trieste martoriata dai nazionalismi avere un’istituzione scientifica internazionale”. Da quel momento in poi nasceranno altri importanti poli internazionali di ricerca (SISSA, ICGEB, TWAS solo per citarne alcuni) che insieme alle realtà già esistenti andranno a comporre quel “Sistema Trieste” oggi modello di riferimento per la comunità scientifica di tutto il mondo.

Se da un lato la storia e il prestigio del luogo hanno rappresentato un importante valore aggiunto ai fini delle selezione di Trieste da parte del comitato di Euroscience, dall’altro la proposta progettuale possiede un forte contenuto innovativo. Il format introdotto da FIT – la Fondazione Internazionale per il progresso e le libertà delle scienze coordinatrice di questa edizione prevede infatti, per la prima volta, una “contaminazione attiva” con tutti gli attori del territorio. Accanto ai seminari e ai workshops dedicati agli addetti ai lavori che si muoveranno attorno a 9 temi principali tra cui risorse naturali, scienza e società, futuro sostenibile, nuove tecnologie digitali saranno infatti previste delle sessioni di scambio e approfondimento dedicate alle imprese (Science to Business) con l’obiettivo di favorire il trasferimento tecnologico anche al mondo produttivo e commerciale oltre che ad un ricco programma di eventi per la società civile (Science to city) al fine di promuovere un reale coinvolgimento della cittadinanza nella scoperta di temi e luoghi spesso poco conosciuti o valorizzati fuori dai circuiti tradizionali.

In questa direzione la Fondazione Pietro Pittini, di concerto con ESOF, sta lavorando alla costruzione di progettualità volte a massimizzare l’impatto positivo che questo evento può avere sulla città e sui giovani, offrendo opportunità di crescita professionali per quest’ultimi e stimolando al contempo la scoperta e la comprensione dei luoghi che hanno fatto di Trieste polo della scienza.

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