Muse: l’innovativo museo delle scienze dove conoscenza e formazione si incontrano

Nell’ambito delle attività di mappatura e ingaggio con gli attori del territorio che la Fondazione porta avanti abbiamo di recente avuto l’opportunità di visitare il Museo delle Scienze di Trento. La struttura, ente strumentale della Provincia, mira a “interpretare la natura, a partire dal paesaggio montano, con gli occhi, gli strumenti e le domande della ricerca scientific​a, cogliendo le sfide della contemporaneità, invitando alla curiosità scientifica e al piacere della conoscenza per dare valore alla scienza, all’innovazione, alla sostenibilità”. Si tratta di una mission più che mai attuale anche alla luce dei profondi cambiamenti che stanno investendo l’ecosistema culturale in termini sia di necessità di adattamento dell’offerta che della c.d. “audience development”, ovvero l’implementazione di quei processi allargamento e diversificazione del pubblico e di miglioramento delle condizioni complessive di fruizione. 

Dal 2013 il Museo, la cui innovativa sede in vetro progettata da Renzo Piano è un bellissimo esempio di sostenibilità e integrazione nel territorio, è stato in grado di attrarre oltre 2.7 milioni di visitatori; interessante notare che, secondo i dati del 2017, il 70% di questi provengono da altre Regioni italiane confermando la forte capacità attrattiva della struttura all’esterno dei confini locali. Il percorso espositivo del Muse usa la metafora della montagna per raccontare la vita sulla Terra. Si inizia dalla cima: terrazza e piano 4 ci fanno incontrare sole e ghiaccio, per poi scendere ad approfondire le tematiche delle biodiversità, della sostenibilità, dell’evoluzione, fino al piano interrato con la serra tropicale. 

Uno dei punti di forza del MUSE è sicuramente rappresentato dalla qualità e diversità dell’offerta didattica che il polo è in grado di offrire agli studenti della Regione (e non solo). Le proposte infatti spaziano dalle visite guidate, alle escursioni sul territorio, ai laboratori esperienziali fino ad arrivare al MUSE Fablab dove vengono sperimentate attività didattiche con le tecniche della fabbricazione digitale tramite strumenti divertenti e innovativi come le macchine a controllo numerico, Arduino e i circuiti elettrici.

Quattro sono le grandi tematiche in cui si inseriscono le attività per i giovani:

  • Ecologia e biodiversità;
  • Paesaggio;
  • Bioscienze, alimentazione e salute;
  • Scienze e sostenibilità.

E’ interessante notare che la proposta didattica non si limita ad attività standardizzate ma prevede anche la possibilità di percorsi educativi strutturati volti alla scoperta di specifici argomenti scientifici anche in ottica di supporto agli insegnanti nel loro percorso professionale. E’ proprio a quest’ultimi che il MUSE dedica risorse sotto il profilo della formazione e dell’aggiornamento delle competenze; nel solo 2017 sono stati offerti 10 corsi di formazione, 13 “tè degli insegnanti”, un interessante format che ha lo scopo di approfondire in modo informare le tematiche scientifiche e di attualità, 15 conferenze di aggiornamento per un totale di oltre 1400 docenti coinvolti. 

Ulteriore aspetto interessante è il forte legame con il territorio reso possibile non solo dall’estesa rete di strutture che compongono il network diffuso del MUSE ma anche dalle numerose attività che mirano a stimolare e rendere parte attiva la popolazione di tutte le età. Tra le varie iniziative ci siamo soffermati su “Citizen Science”, letteralmente “scienza dei cittadini”, termine con il quale si intende un insieme di iniziative di forte  coinvolgimento dei cittadini da parte degli scienziati. Citizen Science rappresenta oggi una nuova frontiera che ha il merito di mostrare la scienza come bene comune, accessibile a tutti, “aperta” e democratica. I Citizen Scientist, ovvero i cittadini, raccolgono e registrano osservazioni e dati scientifici, che vengono condivisi in tempo reale, anche grazie alle nuove tecnologie, con le comunità internazionali di ricercatori. Il lavoro dei Citizen Scientist contribuisce così alla migliore comprensione del mondo naturale, rispondendo alle molte sfide che la società si trova oggi ad affrontare. Dal 2013 il MUSE ha investito sempre più nella Citizen Science avviando progetti tematici e organizzando sul territorio eventi di Bioblitz della durata di una o più giornate. Sono stati coinvolti nei percorsi di CS sia i cittadini che gli studenti di Scuole secondarie di secondo grado nell’ambito di Progetti di Alternanza Scuola Lavoro.

Il Ben-Essere Genera Salute. Strumenti a disposizione

 

Il 7 maggio 2019 la Fondazione ha partecipato all’evento “IL BEN-ESSERE GENERA SALUTE”, evento parte di un più ampio progetto partito nel 2018 che ha coinvolto la Regione FVG, con la Direzione salute, la Direzione istruzione, assieme all’Ufficio scolastico del FVG e le Aziende sanitarie. L’obiettivo è di sostenere la realizzazione e diffusione del modello di scuole che promuovono salute in tutta la Regione.

ISTRUZIONE e SALUTE sono strettamente collegate:

  • i giovani sani imparano in modo più efficace;
  • i giovani che frequentano la scuola hanno maggiori possibilità di godere di buona salute;
  • i giovani che stanno bene a scuola e che hanno un legame forte con la scuola e con adulti significativi, sono meno propensi a sviluppare comportamenti ad alto rischio e possono avere migliori risultati di apprendimento;
  • la promozione della salute può aiutare le scuole a realizzare i propri obiettivi sociali e a migliorare il livello di istruzione.

Promuovere salute include educazione alla salute, attività svolte durante le lezioni con un impegno dedicato alla creazione di un contesto favorevole.

L’approccio della scuola in tema di salute prende in considerazione 6 punti importanti:

  1. Policy scolastica: documenti ufficiali o pratiche accettate volti alla promozione della salute e del benessere di studenti e docenti;
  2. Ambiente fisico e organizzativo: edifici, cortili e spazi vicini alla scuola oltre a quelli dove si svolge l’attività didattica;
  3. Ambiente sociale: qualità delle relazioni tra i membri della comunità scolastica;
  4. Competenze individuali e capacità d’azione: attraverso la didattica quotidiana o attività dedicate sviluppano conoscenze e abilità in grado di favorire la messa in atto di comportamenti intenzionali per migliorare la salute, il benessere e il successo formativo;
  5. Collaborazione comunitaria:le relazioni tra la scuola e le famiglie degli studenti e tra la scuola e gli individui/gruppi chiave della comunità circostante;
  6. Servizi per la salute: i servizi delle aziende sanitarie che si occupano della cura e della promozione della salute, gli operatori socio-sanitari che lavorano con gli insegnanti su specifici temi.

Spunti interessanti per tutti i professionisti coinvolti a vario titolo nell’ecosistema dei servizi a supporto dei giovani. Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri: Patrizia Pavatti Direttore dell’USR del FVG e Liliana Coppola Dirigente della struttura di promozione della salute e screening di prevenzione direzione generale welfare Regione Lombardia, Roberta Fedele referente per la promozione della salute dell’azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (ASUITS), Antonietta Rozzi nominata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità membro della Commissione Internazionale per la salute globale attraverso lo yoga e Andrea Monculli educatore professionale presso ASS Friuli centrale.

Disegnare il Futuro: didattica attiva per un futuro migliore

Abbiamo partecipato al convegno di presentazione per la conclusione del primo triennio di I CAREDisegnare il Futuro, il progetto finalizzato a orientare e prevenire la dispersione scolastica nel ciclo obbligatorio dell’istruzione.

L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione San Zeno e realizzata grazie alla collaborazione di una folta rete di Istituti Comprensivi di Verona, propone una metodologia sperimentale, attraverso la didattica attiva, con laboratori curricolari per lo sviluppo delle competenze europee ed è finalizzata a orientare e prevenire la dispersione scolastica nel ciclo obbligatorio dell’istruzione.

L’obiettivo è di arricchire le abilità di tutti gli alunni, necessarie alla conoscenza di sé, all’autonomia, alla capacità di saper progettare, di pensarsi individui e cittadini attivi.

Il progetto nasce come percorso didattico sperimentale di ricerca-azione. Oltre a una formazione sistematica e permanente dei docenti, prevede inoltre percorsi multidisciplinari in compresenza di esperti atelieristi.

Tra le prime lezioni del convegno, emerge l’importanza dell’alto coinvolgimento degli insegnanti, qui veri promotori e protagonisti – insieme agli studenti – della realizzazione e riuscita del progetto.