Massimo Ramella, astronomo. Pietro Greco, giornalistica scientifico e scrittore. Anna Maria Vinci, docente e storica esperta di fascismo nelle aree di confine.

Cos’hanno in comune questi nomi?

Sono alcuni degli insegnanti che partecipano al progetto Trieste 2020 Science Greeters, organizzato dalla Fondazione Pietro Pittini nell’ambito delle attività pro-Esof. Come ben si capisce, noi ragazzi ci sentiamo molto fortunati nel poter imparare da tutti loro. Purtroppo, a causa dell’emergenza COVID-19, non possiamo conoscerli di persona, ma fortunatamente grazie alle tecnologie moderne possiamo proseguire la nostra formazione in maniera interattiva attraverso sessioni webinar da remoto.

Ora possiamo dire non solo di amare Trieste, ma anche di conoscerla: ci è infatti stata illustrata la sua storia, a partire da quando era solo un piccolo borgo nel ‘600, fino ad arrivare ai conflitti della Seconda Guerra Mondiale ed infine al suo presente. Città di confine, prende la sua bellezza e la sua forza proprio dall’essere una città multiculturale, multireligiosa e di confine: c’è stato un periodo, quello del fascismo, durante il quale si è dimenticato che avere intorno alle proprie terre popoli diversi vuol dire ricchezza culturale ed economica. Per fortuna, a fatica, la paura dei vicini ha lasciato il posto alla collaborazione e allo scambio. Senza questo cambiamento di paradigma, l’anima di Trieste non ci sarebbe. Perché, come dice Pietro Greco, “forse non tutti sanno che Trieste ha un’anima scientifica”. Tutto è iniziato con Paolo Budinich, croato di origine, e il pakistano Abdus Salam, che insieme hanno contribuito a creare quello che oggi è da tutti chiamato “il sistema Trieste”. Si tratta di uno dei sistemi scientifici più importanti a livello internazionale, estremamente vivo, con un numero di ricercatori per abitante praticamente unico al mondo, formato da varie istituzioni: L’ICTP, il centro di fisica teorica che guarda alla formazione di studenti e studentesse provenienti da paesi in via di sviluppo; la Sissa, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, un’eccellenza mondiale nella ricerca e nella formazione; l’ICGEB, un centro indipendente di biomedicina; Il TWAS, un’accademia indipendente scientifica con uno sguardo sempre ai paesi in via di sviluppo; last but not least, l’Area Science Park, un’area di sviluppo tecnologico e industriale.

Questo è il presente, vivo e dinamico. Con questi presupposti, facendo leva sulla ricerca e l’innovazione, guardiamo tutti al futuro con grande speranza. Il fatto che proprio Trieste, fra tante, sia stata scelta per Esof, è un chiaro segnale che questa speranza è ben riposta.

Noi intanto, andiamo avanti con le nostre lezioni…