Kaiserdom. La cattedrale dell’imperatore. Una grotta enorme, alta quasi cento metri, larga quasi ottanta e lunga circa centosettanta. Vecchia, molto vecchia, diciamo dieci milioni di anni, scoperta dall’uomo nel Neolitico. Nel 1800 le prime esplorazioni speleologiche, e poi una lenta apertura al grande pubblico. Dove si trova? In provincia di Trieste, nel nostro meraviglioso Carso. Ce la racconta a lezione Alessandro Duiz. Inaugurata nel 1905 sulle note del “Siegfried” di Wagner, le venne dato il nome di Kaiserdom, oggi semplicemente Grotta Gigante.  Il percorso di visita è super attrezzato: se si vince l’iniziare remora a scendere per cento metri sotto la superficie (ma mai sotto il livello del mare!), ci si troverà davanti una meraviglia mozzafiato: una vera e propria cattedrale, con stalattiti, stalagmiti e colonne in continua evoluzione. Pensate che la stalagmite più alta misura dodici metri, ed ha duecentomila anni. Insomma, cinquecento scalini per scendere fino in fondo – che poi non è la fine della grotta: chi ha velleità speleologiche, può prenotare una visita guidata, indossare imbrago ed elmetto e scendere fino a duecentocinquantadue metri di profondità!

La Grotta Gigante si è formata grazie alle proprietà carsiche della roccia del nostro territorio: l’acqua, attraverso milioni di anni, ha scavato e scavato, producendo numerose cavità più o meno grandi. Questo è uno dei motivi, ad esempio, per il quale nel territorio giuliano i terremoti vengono avvertiti con minore intensità: tali cavità assorbono infatti le vibrazioni del terreno. In fondo alla Grotta Gigante si trovano ben tre sismometri digitali: sono strumenti in grado di rilevare le vibrazioni di ogni scossa, indicarne l’intensità e il tipo di movimento. Sono stati installati dall’Ogs, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale. Un po’ di storia: prima del terremoto devastante del 1976, nella grotta era presente uno dei pochissimi sismometri in Regione. Durante la scossa di settembre, era in corso una visita guidata, e il gruppo non avvertì quasi nulla, protetto dalla roccia. Dal 1977, l’Ogs decise di ampliare la rete di sismografi e sismometri regionale, creando il Crs, il Centro di Ricerche Sismologiche, il quale da allora monitora i terremoti del Nord-Est d’Italia e delle zone confinanti.

Un’ultima curiosità: lo sapete che la Grotta Gigante è abitata? Oltre a pochissimi pipistrelli, ci vivono tantissimi insetti fotofobici, i cosiddetti troglobi. Hanno “paura” della luce, come anche delle persone – probabilmente non li vedrete, durante la visita, ma pensate un po’: sono animali altamente specializzati i quali hanno evoluto una serie di adattamenti alla vita in ambiente sotterraneo. Possono stare moltissimo tempo senza mangiare, non sono aggressivi in nessun caso, si muovono e si riproducono molto lentamente.

Pronti a conoscere il loro habitat? Noi Science Greeters vi aspettiamo!