Giulio Mellinato insegna storia economica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Si occupa da anni della storia del Porto di Trieste, e oggi abbiamo la fortuna e il piacere di averlo come insegnante.

L’identità della città di Trieste è sempre stata in simbiosi con quella del suo porto. Nel 1700 la maggior parte degli edifici che conosciamo e che attualmente fanno parte del centro cittadino formavano quella che in tedesco si chiama Speicherstadt, e che il professor Mellinato definisce come città-emporio. Una specie di magazzino e di mercato, esclusa però dalle rotte commerciali principali.

Ma verso la metà del 1800 la situazione cambia nettamente. Nel 1836 nasce il Lloyd Triestino, una branca del Lloyd Austriaco: si tratta di una compagnia di navigazione che piano piano diventa sempre più importante, istituendo rotte commerciali via via più ampie. Altro cambiamento fondamentale: nel 1857 viene inaugurata la ferrovia. Le merci iniziano a viaggiare non solo via mare ma anche sfruttando la terraferma, il ruolo economico di Trieste diventa sempre più importante e la città stessa muta le sue dinamiche interne. Nel 1869 viene inaugurato il Canale di Suez, e questo rappresenta un punto di svolta per l’economia triestina. Il professor Mellinato parla addirittura di inizio della “prima globalizzazione”.

Durante il ‘900 il Lloyd si dedica anche al trasporto di passeggeri, rendendo Trieste non solo una città economicamente molto vivace, ma anche una meta turistica d’alto livello. Questo sviluppo conosce una battuta d’arresto a causa dei conflitti mondiali, che però porteranno Trieste a beneficiare dei fondi del piano Marshall, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Proprio in questo periodo il Porto di Trieste si trasferisce dove attualmente si trova.

Una curiosità? Il Lloyd Triestino è la prima compagnia di navigazione a portare l’uso dei container in Italia e in tutta Europa: attualmente è uno strumento pratico e versatile di stoccaggio e trasporto utilizzato in tutto il mondo!