Innovazione Sociale: un modello da cui ripartire

“Non si è felici cercando la propria felicità di per sé; è solo dedicandosi a qualcosa di utile anche per

gli altri che si trova la felicità per sé stessi”

John Stuart Mill

A fronte di un welfare messo sempre più sotto pressione dall’emersione di nuove sfide e bisogni sociali è necessario investire e supportare esperienze e modelli diversi, che nascono e si sviluppano spesso dal basso e rispondono a quel principio di sussidiarietà previsto dalla nostra Costituzione all’art. 118. E’ questo il succo dell’intervista a Giuseppe Guzzetti, ex Presidente di Fondazione Cariplo, apparsa qualche settimana sulle pagine del Corriere della Sera. L’aumento, mai così forte, delle disuguaglianze sociali, la crescita dei flussi migratori, l’invecchiamento demografico uniti ad una contrazione delle risorse pubbliche destinate al welfare sta obbligando a ripensare i modelli di intervento nella direzione di una sempre più forte spinta a quei processi di innovazione e ibridazione che costituiscono, oggi più che mai, efficaci antidoti alla disgregazione del tessuto sociale nei nostri territori (e in particolare nelle aree interne del Paese).

Quello che si sta sviluppando oggi è un nuovo paradigma che va al di là della tradizionale dicotomia – emersa con la rivoluzione industriale – del profit vs non profit, pubblico vs privato, secondo le quali il valore sociale è il frutto della produzione di organizzazioni del terzo settore, il valore economico è il risultato del plusvalore generato dalle imprese e lo Stato ha una funzione unicamente re-distributrice.

In questo nuovo scenario che va sempre più delineandosi, invece, tutti possono creare valore, contribuendo alla crescita economica e sociale della comunità.

Questo mutamento attiva dinamiche partecipative e collaborative trasversali che coinvolgono una pluralità di soggetti (imprese, cittadini, istituzioni, mondo non profit). E’ proprio attraverso questi nuovi approcci di welfare che sarà possibile rispondere in maniera più efficace alle sfide sociali di oggi e di domani. Per far si che queste nuove modalità di intervento si affermino è necessario però adottare un cambio di prospettiva, passando da una concezione del non profit quale puramente assistenziale a quella che vede il terzo settore come motore di sviluppo, produttore di coesione sociale e di “buona” economia.

Il panorama è destinato a mutare molto nel corso dei prossimi anni: lo sviluppo tecnologico unito ai cambiamenti ai quali andremo incontro apriranno spazio nuovo per l’affermarsi di un’economia sociale che diventerà sempre più punto di riferimento per la sperimentazione di modelli inclusivi e partecipativi. Al contempo il nuovo quadro istituzionale introdotto dalla Riforma del Terzo settore con riferimento sia alla nuova disciplina dell’impresa che all’introduzione di strumenti di finanza sociale potrà fornire strumenti operativi affinché sempre più soggetti possano trovare un terreno fertile.

Il Ben-Essere Genera Salute. Strumenti a disposizione

 

Il 7 maggio 2019 la Fondazione ha partecipato all’evento “IL BEN-ESSERE GENERA SALUTE”, evento parte di un più ampio progetto partito nel 2018 che ha coinvolto la Regione FVG, con la Direzione salute, la Direzione istruzione, assieme all’Ufficio scolastico del FVG e le Aziende sanitarie. L’obiettivo è di sostenere la realizzazione e diffusione del modello di scuole che promuovono salute in tutta la Regione.

ISTRUZIONE e SALUTE sono strettamente collegate:

  • i giovani sani imparano in modo più efficace;
  • i giovani che frequentano la scuola hanno maggiori possibilità di godere di buona salute;
  • i giovani che stanno bene a scuola e che hanno un legame forte con la scuola e con adulti significativi, sono meno propensi a sviluppare comportamenti ad alto rischio e possono avere migliori risultati di apprendimento;
  • la promozione della salute può aiutare le scuole a realizzare i propri obiettivi sociali e a migliorare il livello di istruzione.

Promuovere salute include educazione alla salute, attività svolte durante le lezioni con un impegno dedicato alla creazione di un contesto favorevole.

L’approccio della scuola in tema di salute prende in considerazione 6 punti importanti:

  1. Policy scolastica: documenti ufficiali o pratiche accettate volti alla promozione della salute e del benessere di studenti e docenti;
  2. Ambiente fisico e organizzativo: edifici, cortili e spazi vicini alla scuola oltre a quelli dove si svolge l’attività didattica;
  3. Ambiente sociale: qualità delle relazioni tra i membri della comunità scolastica;
  4. Competenze individuali e capacità d’azione: attraverso la didattica quotidiana o attività dedicate sviluppano conoscenze e abilità in grado di favorire la messa in atto di comportamenti intenzionali per migliorare la salute, il benessere e il successo formativo;
  5. Collaborazione comunitaria:le relazioni tra la scuola e le famiglie degli studenti e tra la scuola e gli individui/gruppi chiave della comunità circostante;
  6. Servizi per la salute: i servizi delle aziende sanitarie che si occupano della cura e della promozione della salute, gli operatori socio-sanitari che lavorano con gli insegnanti su specifici temi.

Spunti interessanti per tutti i professionisti coinvolti a vario titolo nell’ecosistema dei servizi a supporto dei giovani. Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri: Patrizia Pavatti Direttore dell’USR del FVG e Liliana Coppola Dirigente della struttura di promozione della salute e screening di prevenzione direzione generale welfare Regione Lombardia, Roberta Fedele referente per la promozione della salute dell’azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (ASUITS), Antonietta Rozzi nominata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità membro della Commissione Internazionale per la salute globale attraverso lo yoga e Andrea Monculli educatore professionale presso ASS Friuli centrale.

Mare Nordest – la festa responsabile del mare

“Il Mare ti ascolta, il Mare ti parla” è il titolo dell’edizione 2019 di Mare Nordest, iniziativa giunta alla 8° edizione, organizzata dall’omonima Associazione e volta alla promozione di cultura responsabile del e per il Mare in stretta collaborazione con il Comune di Trieste.

Le ‘Rive’, il Molo Audace e Piazza dell’Unità sono state trasformate in palcoscenico per il variegato programma di attività e dimostrazioni degli sport legati all’acqua: tuffi, nuoto, canottaggio e non solo.

La fondazione Pietro Pittini ha dato supporto a Mare Nordest per l’organizzazione generale della manifestazione ma anche e soprattutto per lo sforzo che i suoi organizzatori profondono durante tutto l’anno, da molti anni, costruendo attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado dall’infanzia alle scuole secondarie del territorio Regionale e Nazionale coltivando una cultura di rispetto dell’ambiente e promuovendo i differenti lavori e percorsi professionali legati al mare.

nuoto a Mare Nordest                

Come ulteriore messaggio di attenzione verso il mondo marino anche per questa edizione si è svolta la Pulizia dei Fondali con la realizzazione della V edizione della Operazione Clean Water che richiama subacquei da tutto il Nord Italia e che per il 2019 si allarga ulteriormente a tutta la provincia di Trieste ed affiancata da dimostrazioni di salvataggio in mare con l’ausilio di unità cinofile della Scuola Italiana Cani Salvataggio.

L’aspetto culturale e didattico della manifestazione è uno dei punti a cui Fondazione ha dato con piacere supporto: seminari dedicati ai diversi aspetti di tutela del mare e dei suoi abitanti ( in collaborazione con ARPA FVG, dipartimenti dell’ Università di Trieste, con l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste)  presentazione di libri e best practices internazionali, performances artistiche  , dai filmati e dalla mostra fotografica  allestite nel corso dei tre giorni di manifestazione ed interamente gratuite per il pubblico. Inoltre una restituzione dei lavori di alcune classi di Istituti Scolastici triestini che si sono dedicati nei mesi precedenti.

Trieste Mini Maker Faire – la festa dell’ingegno

Fondazione Pietro Pittini a supporto della cultura del progettare e del fare, della creatività e dell’azione, della prototipazione, dell’artigianalità e del digitale…il una parola, Maker Faire!

A Trieste, il 25 e 26 Maggio 2019, si terrà la 6° edizione della Mini Maker Faire Trieste, una colorata, eterogenea e democratica rassegna della durata di due giorni in cui oltre all’esposizione interattiva di centinaia dei lavori e progetti spiegati direttamente dai maker selezionati dalla commissione, si terranno molte conferenze, laboratori e premiazioni, tra cui quella promossa dalla Fondazione Pietro Pittini ‘Young Maker Award’ dedicata agli under 18 al fine di incentivare l’intraprendenza tipica della cultura maker anche e soprattutto tra i più giovani.

Maker Faire è un movimento globale che vuole ispirare, educare e intrattenere le persone curiose e creative di ogni età. La quinta edizione della Trieste Mini Maker Faire radunerà e farà scoprire makers, inventori, artigiani, scienziati e artisti provenienti da Triveneto, Slovenia, Croazia e oltre.

Ad organizzarla è l’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP – Centro Internazionale di Fisica Teorica), in collaborazione con Maker Media Inc. ed il Comune di Trieste

Riportiamo la calzante definizione di descrizione di chi sono i makers: siamo certi vi incuriosirà e invoglierà ancora di più ad organizzare una visita da soli, con amici o con la famiglia

“Sono appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani 2.0, insomma tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. Sono persone che, con un forte approccio innovativo, creano prodotti per avvicinare la nostra società a un futuro più semplice e divertente. Il loro motto è “fai da te” ma soprattutto “facciamo insieme”. Sono, infatti, una comunità internazionale presente in oltre 100 paesi e condividono informazioni e conoscenze sia attraverso il web sia attraverso veri e propri luoghi fisici, i cosiddetti Fab Lab. Usano macchinari come frese o stampanti 3D ma anche software e hardware open source che si possono scaricare gratuitamente dal web per dare vita a  qualcosa di originale. I makers, oggi, vengono identificati come un vero e proprio movimento culturale dalle enormi potenzialità sul piano dello sviluppo sociale e economico, grazie alla loro capacità di esplorare nuove strade o semplicemente di percorrere in modo “moderno” quelle esistenti”.

Il fitto programma di eventi e tutte le indicazioni su come raggiungere il parco dell’ICTP disponibili dal sito ufficiale sottolineando la possibilità di poter raggiungere la fiera in molti modi alternativi, e più sostenibili, dell’automobile

Concorso Scuole. ‘Il Contagio – buoni esempi e cattivi esempi’

“Stimolare e promuovere all’interno della scuola la realizzazione di percorsi di riflessione e creatività che portino alla condivisione, alla comprensione e alla elaborazione culturale del tema indicato; Sviluppare nei partecipanti il senso di ‘cittadinanza attiva’ per invitarli “ad assumere le responsabilità della vita in una società libera, in uno spirito di comprensione, di pace, di tolleranza, di uguaglianza tra i sessi e di amicizia tra tutti i popoli e gruppi etnici, nazionali e religiosi” (dall’art. 29 della Convenzione sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1989); Stimolare un percorso di riflessione sui rapporti che si stabiliscono tra individuo e famiglia, scuola, società, ambiente, attraverso l’ideazione, la realizzazione e la condivisione di progetti educativi”   Questi gli obiettivi del quindicesimo Concorso Scuole proposto dall’Associazione vicino-lontano aperto a tutti gli studenti ed Istituti di ogni ordine e grado e a cui quest’anno la Fondazione Pietro Pittini contribuisce riconoscendo un premio ai finalisti per ciascuna sezione. Il tema di quest’anno è ‘Cattivi esempi/Buon esempi – Come e quanto possono diventare contagiosi’ e può essere declinato in diversi linguaggi ed interpretazioni: parole, audio, video in lavori di gruppo o singoli A questa edizione hanno partecipato candidando il loro elaborato più di 900 classi che la giuria ha valutato nelle varie sezioni. Il 18 Maggio 2019 le premiazioni. Ci complimentiamo con tutti gli studenti ed insegnanti che hanno deciso di affrontare il tema e speriamo che divertimento, creatività e responsabilità siano il vero Contagio! Torneremo su questa pagina per aggiornare i lettori sui progetti premiati.  

Primi appunti sul Rapporto del III Settore FVG

Continua la nostra analisi del territorio e condividiamo alcuni punti che riteniamo salienti per introdurvi al Rapporto del III settore FVG. 

 Da sempre considerate parte del Terzo Settore, le Fondazioni, vengono annoverate dal nuovo Codice tra questi enti, benché quest’ultimo non dedichi a questa fattispecie alcun articolo specifico. Non si applicano le disposizioni del Codice, se non per alcuni casi particolari, alle Fondazioni di origine bancaria che quindi sembrerebbero non far parte a pieno titolo del Terzo Settore.

Di solito si considerano due grandi categorie di Fondazioni, a seconda delle modalità con cui vengono gestite le attività istituzionali: a) le fondazioni operative che gestiscono in proprio una specifica attività; b) le fondazioni di erogazione, soggetti che raggiungono il proprio scopo indirettamente erogando sussidi ad enti terzi. Tra queste ultime trovano collocazione le fondazioni di origine bancaria (FOB) che sono indubbiamente tra i maggiori finanziatori del Terzo Settore.

L’interesse verso questa fattispecie giuridica e organizzativa è cresciuto molto negli ultimi anni, favorito anche dallo sviluppo di nuovi tipi, quali la fondazione di partecipazione (o di comunità), la fondazione lirica, la fondazione universitaria.

Il Forum  del Terzo Settore ha realizzato un Dossier Statistico del Terzo Settore in FVG. Il Dossier è nato per rispondere all’esigenza di capire chi sono e cosa fanno le realtà della società civile, impegnate nei diversi settori della solidarietà e delle attività di interesse generale. Un passo ulteriore è poi il Rapporto sul Terzo Settore in FVG che rappresenta:

  • un aggiornamento dei dati statistici;
  • approfondimenti, contributi, riflessioni, su temi di attualità o su questioni strategiche;
  • Terzo Settore e obiettivi 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il progetto vede coinvolti: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato Regionale del volontariato del Friuli Venezia Giulia, Centro Servizi del Volontariato del Friuli Venezia Giulia e Forum del Terzo Settore del FVG.

Il Forum del Terzo Settore ha quale obiettivo principale la valorizzazione delle attività e delle esperienze che i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita, delle comunità, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile.

principali compiti:

  • la rappresentanza sociale e politica nei confronti di Governo ed Istituzioni;
  • il Coordinamento e il sostegno alle reti inter-associative;
  • la Comunicazionedi valori, progetti e istanze delle realtà organizzate del Terzo Settore.

Sulla base di un patto coerente con quello nazionale si sono costituiti 18 Forum regionali, numerosi Forum provinciali e locali cui aderiscono le realtà della società civile che operano a livello territoriale.)

Il “Rapporto sul Terzo Settore in FVG – 2018” presenta una fotografia del complesso mondo delle realtà non profit, un mondo articolato che, al fianco alle istituzioni pubbliche, contribuisce in modo significativo alle politiche sociali e di welfare e, in senso più lato, al benessere delle comunità locali.

Il Rapporto 2018, viene pubblicato in un momento significativo dell’evoluzione di questo mondo con l’entrata in vigore della “riforma del Terzo Settore”, un intervento legislativo che ha riordinato e rivoluzionato l’intero assetto giuridico dei diversi enti privati che si affiancano e collaborano con le pubbliche amministrazioni per gestire attività di pubblico e generale interesse.

LE RAGIONI DELLA RIFORMA. “Il Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione hanno sviluppato relazioni ed attività congiunte al fine di garantire la piena tutela dei diritti civili e sociali. Ciò comporta, però, che il Terzo Settore sia divenuto ‘partner’ della Pubblica Amministrazione e che quest’ultima, dal canto suo, abbia riconosciuto come proprie le finalità e le modalità operative del primo”.

Aspetti da non sottovalutare:

“dentro o fuori dal registro”.. La riforma prevede un onere insuperabile di iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) al fine di poter godere della relativa qualifica di «ETS» (ENTE DEL TERZO SETTORE). L’ente che, pur avendo in astratto tutti i requisiti per poter assumere la qualifica di ETS ma che non adempia all’onere dell’iscrizione, rimarrà semplicemente un Ente di diritto comune.

“il terzo settore imprenditoriale e quello non imprenditoriale”.. La riforma detta una definizione unitaria di Ente del Terzo Settore. Tale definizione evidenzia come, al suo interno, convivano due “anime”: una non imprenditoriale, che persegue la propria mission mediante attività di interesse generale svolte secondo i moduli dell’azione volontaria, dell’erogazione gratuita di beni, danaro o servizi o la mutualità; ed una imprenditoriale, che persegue la propria mission mediante attività di interesse generale attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi.

“La linea di politica legislativa prescelta è di ‘separare’ la disciplina normativa del Terzo Settore non imprenditoriale, riservando a quest’ultimo un rilievo di primo piano all’interno della riforma”. Il legislatore ha creato un canale regolatorio, il nodo di smistamento fra i due ambiti del Terzo Settore è il regime della fiscalità diretto o indiretto che “induce”, attraverso un sistema di vantaggi e svantaggi all’assunzione della qualifica di impresa sociale allorché l’ETS svolga una attività imprenditoriale prevalente o esclusiva dotata dei requisiti della economicità nel senso precisato dalla giurisprudenza.

le dimensioni quantitative assunte dal Terzo Settore in Fvg ci permettono di cogliere il profilo e l’evoluzione di un aggregato composito di organizzazioni sempre più rilevante e capillarmente diffuso. Dal 2001 al 2016 le INP aumentano il loro numero sia in Italia che in Friuli Venezia Giulia. In Italia a fine 2016 raggiungono il valore di 343.432 unità, che significa la presenza media di una INP ogni 176 abitanti circa. Il settore prioritario di attività rimane “cultura, sport e ricreazione” (raccoglie quasi il 65% del totale delle INP), seguito da “assistenza sociale e protezione civile” (9,3%) e, per terzo, un comparto oggi non più afferente al Terzo Settore, ovvero “relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (6,3%).

Grande attenzione va ai coordinamenti territoriali di ambito (cta) e a come evolveranno con la riforma…. una nuova organizzazione per il terzo settore del FVG

Numeri e report sono uno strumento davvero prezioso per poter comprendere a fondo una realtà, non ci stancheremo mai di dirlo, e certo queste analisi vanno unite ad un confronto molto più ravvicinato, diretto, con tutte organizzazioni, grandi e piccole, del III settore che sul territorio stanno dedicando tempo e professionalità per fornire servizi alla popolazione.

MAST – Modelli di filantropia innovativa

MAST TECNOLOGIA ARTE E INNOVAZIONE

E’ giunto il momento per il nostro team di visitare il MAST di Bologna – istituzione internazionale, culturale e filantropica, basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione.

Aperta al pubblico dal 2013 il MAST favorisce lo sviluppo della creatività e dell’imprenditorialità tra le giovani generazioni, anche in collaborazione con altre istituzioni, al fine di sostenere la crescita economica e sociale.
In questo senso, il centro crea un ponte tra impresa e comunità alla quale appartiene.

Le attività offerte al pubblico – mostre, eventi e laboratori, così come i servizi dedicati ai collaboratori del Gruppo, condividono la stessa filosofia basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione.
MAST favorisce i progetti che fanno leva sull’identità, sviluppano nuove idee e creano nuove connessioni.

Ecco quello che ci ha affascinato di più e che ci permettiamo di proporvi.

MAST

MAST offre una Gallery dove in un’area didattica esperienziale, di sperimentazione e di gioco, progettata con i principi dell’edutainment, viene rappresentata un’astrazione della tecnologia meccanica, che partendo dalle realtà produttive del Gruppo Coesia narra la tecnologia, l’innovazione e quindi le peculiarità che da sempre caratterizzano l’Emilia Romagna.

Il percorso espositivo multimediale e di exhibit hands-on, oltre a fare scoprire una realtà e a generare nuova conoscenza tramite la sperimentazione, propone anche uno spazio dove il taglio descrittivo prende la forma di immagini fotografiche che rappresentano il mondo del lavoro. Il percorrere l’evoluzione del lavoro consente di conoscere le radici dei problemi e constatare il cambiamento nello scenario della produzione industriale, dei luoghi di lavoro, del prodotto, delle architetture e di come l’uomo si rapporta con l’ambiente in cui opera.

Con l’Academy MAST offre risposte alle esigenze di formazione tecnica e manageriale espresse all’interno del Gruppo Coesia si propone come centro di elaborazione di una cultura tecnica rivolta al territorio (scuole, imprese, comunità) per realizzare progetti formativi in collaborazione con le istituzioni e altre organizzazioni.

Il contributo dell’Academy, come espressione di una tradizione imprenditoriale che ha nei valori sociali, oltre che nella meccanica, un punto di eccellenza sul territorio, ha come asse distintivo del suo impegno, l’attività di promozione e sviluppo orientata ai temi della tecnologia, dell’innovazione e della imprenditorialità.

  Il Nidodove i piccolissimi muovono i primi passi dell’apprendimento sociale e iniziano ad esprimere la propria fantasia.

Operativo dal 2012, è stato concepito come spazio in cui la luce, i colori, la natura sono importanti parti del progetto e sono espressi dalla vegetazione esterna del parco, visibile per la trasparenza delle facciate, dagli ampi giardini d’inverno e dagli atelier dove diventano oggetto di esperienza ludica.

Reggio Children ha messo a disposizione la propria pluriennale competenza collaborando con gli architetti di MAST per sviluppare un modello pedagogico innovativo basato sul gioco, sul lavoro collegiale, sulla partecipazione delle famiglie, sull’educazione alimentare e musicale, sulla illustrazione per l’infanzia e sul linguaggio del bambino, anche in termini di apprendimento della lingua inglese.

La struttura che nel 2013 è stata riqualificata per potere offrire una sezione di materna, può ospitare 80 bambini di cui l’85% proveniente dalle famiglie dei collaboratori del Gruppo Coesia e il 15% da gruppi familiari distribuiti sul territorio, in convenzione con il Comune.

Dalla Scuola alla Meta

Il 12 marzo c’è stato il fischio di inizio del progetto “Dalla scuola alla meta” iniziativa che la Rugby Udine FVG ha pensato per la scuola elementare “Fritz” del quartiere “Aurora – Di Giusto”, rione alla periferia Est della città di Udine, dove è inserita la nuova “cittadella del rugby”.

Considerato “Aurora-Di Giusto” un quartiere “problematico” la collocazione della cittadella del rugby rappresenta per la Rugby Udine una sfida ed una opportunità.

Una squadra e una società di rugby ha come primo obiettivo quello di crescere grandi uomini e non grandi campioni, e questa crescita non si sviluppa solo nel campo da gioco ma soprattutto fuori, affiancandosi alle famiglie per rafforzare il progetto educativo per i giovani.

Lealtà, senso di responsabilità, rispetto dell’avversario, dei propri compagni e dell’arbitro, spirito di sacrificio, altruismo, amicizia, impegno, gioco di squadra, coraggio – spiega Ferrarin Presidente della società Rugby Udine – sono i valori e il DNA dello sport di squadra, che il rugby, come sport inclusivo, consente di sviluppare appieno. Il rugby come sport richiede preparazione fisica ed atletica e, in parti eguali, autodisciplina ferrea, coraggio, amicizia, generosità, sacrificio, altruismo, rispetto dei compagni, dell’avversario e delle regole (che vengono interiorizzate).

Fair play sia sul campo che fuori, a rugby si gioca per ottenere la vittoria sul campo ma non a tutti i costi. Ci sono poi una serie di “indicazioni” che integrano questo ed altri valori, in questa lista troviamo concetti etici che in altri sport sono rari, ad esempio: “Rispetta avversari, arbitri o tutti i partecipanti”, e ancora, “Rifiuta imbroglio, razzismo, violenza e droga” e molti altri. Nel gioco del rugby l’avanzamento è garantito dal pronto sostegno dei compagni di squadra; l’aiuto nel gioco insegna la solidarietà nella vita e fuori dal campo; l’agonismo individuale cede il passo al bene del gruppo, dove la grinta del singolo si compone e si fonde a quella degli altri, traducendo le capacità di tutti nel bene della squadra.

Il rugby ha le potenzialità per svolgere un ruolo educativo e formativo per quei giovani che faticano a trovare modelli di riferimento adeguati.

Si tratta dunque di un’importante proposta educativo/sportiva rivolta ai bambini della scuola primaria realizzata con il supporto della Fondazione Pietro Pittini e di BancaTer. Questo progetto consente ai giovani del quartiere Aurora – Di Giusto di praticare sport ed il gioco del rugby nello specifico con l’obbiettivo di dare loro la possibilità di svolgere un’attività sana e divertente capace di trasmettere importanti insegnamenti e valori. I risultati del progetto saranno misurabili in quanto Rugby Udine ha l’ambizione di credere che ogni bambino o giovane che praticherà sport ed in particolare il rugby diventerà un cittadino migliore.

L’augurio del Comune di Udine, nella persona dell’Assessore allo Sport, Attività del tempo libero, Pianificazione territoriale Paolo Pizzocaro è stato “buon gioco, buon stare insieme e buon divertimento insieme aqlla speranza che sia un’esperienza sportiva e soprattutto educativa”.

“Dalla scuola alla meta” – il progetto. L’attività, partita il 12 marzo, proseguirà senza interruzioni sino al termine dell’anno scolastico.

I tre formatori coinvolti, Robert Culum Flynn tecnico neozelandese di grande esperienza, Giacomo Chiavarini e Luca Bagolin, attendono alla fine della scuola i 60 bambini e bambine coinvolti. L’attività si svolge 2 volte a settimana, il martedì e giovedì, in campo o in palestra.  Finita la sessione nella Club House gli viene offerta la merenda post allenamento. I ragazzi iscritti al progetto potranno partecipare a tutte le attività societarie (feste, eventi sportivi e non) senza nessuna limitazione e vengono iscritti alla società sportiva.

Lavora in Fondazione Pietro Pittini

Siamo pronti ad allargare il team!

DESCRIZIONE ATTIVITA’

Siamo alla ricerca di un project manager da inserire nella squadra con impegno full time.

Il profilo che cerchiamo ha una forte vocazione al sociale e possibilmente una laurea in economia. La risorsa affiancherà il team nell’analisi dei fabbisogni dei target di riferimento della Fondazione, supporterà lo sviluppo di nuovi progetti e il coordinamento dei progetti in atto. Vista l’impostazione della nostra Fondazione, apprezziamo molto un profilo con esperienza lavorativa aziendale così da affrontare in modo strutturato e manageriale le tematiche da gestire.

A seconda delle richieste di contributo che la Fondazione riceve il project manager, accompagnato dal team, farà l’analisi di coerenza con le linee guida, attività di indagine sulle richieste ed eventualmente di matching con i fabbisogni e con le progettualità in corso.

Sarà richiesta la predisposizione della reportistica per la valutazione dei progetti in CDA e di sintesi sull’andamento delle singole attività della Fondazione.

Il/la project manager sarà attivo/a nella costruzione di relazioni stabili coi partner dei progetti propri della Fondazione e al contempo svolgerà attività di monitoraggio e aggiornamento con i vari interlocutori dei progetti che la Fondazione supporta.

COMPETENZE

  • Ottima capacità di analisi e reporting
  • Preferibile laurea in economia
  • Buone competenze nelle pubbliche relazioni e di progetti multi-stakeholder
  • Buona comprensione attività di fundrasing
  • Buona conoscenza del III settore (almeno 1 anno di esperienza lavorativa all’interno di un’associazione o ente no-profit) e/o esperienza aziendale.
  • Ottimo livello del pacchetto Office con particolare attenzione a Excel e Powerpoint
  • Buon livello di inglese
  • Flessibilità
  • Automunito

DESCRIZIONE DELLA FONDAZIONE

La Fondazione opera dal 2017 con nuovo statuto sul territorio Regionale del Friuli Venezia Giulia e progetti su scala nazionale.

Le nostre iniziative avvicinano i giovani alla cultura, all’arte e alla creatività stimolando il territorio e alimentando forme di welfare inclusivo. Studiamo progetti di innovazione sociale in cui ricerca, conoscenza e imprenditorialità a impatto sociale generino nuova economia, includendo diversità di utenti e di linguaggio. Sosteniamo progetti esterni che hanno la medesima finalità. La sede operativa si trova a Sistiana (Trieste). Al suo interno ad oggi 4 collaboratori con differenti profili, oltre alla Presidente.

La collaborazione avrà un periodo di prova di 3 mesi al termine del quale la Fondazione proporrà, se l’esperienza viene valutata positivamente da team e candidato, un contratto della durata di un anno e rinnovabile.

Per candidarsi inviare il proprio CV ed una breve lettera motivazionale ad info@fondazionepittini.it con oggetto ‘Candidatura Project manager’ entro il 30 Aprile 2019

Vi aspettiamo!

Passo dopo passo…insieme

Durante le nostre esplorazioni di mappatura a livello nazionale abbiamo avuto il piacere di incontrare e conoscere l’Associazione “Passo Dopo Passo… Insieme”. Questa ONLUS opera a Sesto San Giovanni (Milano) con particolare attenzione al benessere dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni.

Nata nel 2003 per dare continuità ad una pluriennale tradizione di doposcuola nella Parrocchia di Sesto San Giovanni, da allora opera con la mission di diffondere e promuovere le risorse personali degli studenti, con l’intento di contrastare la dispersione scolastica e aiutare i giovani a stare e andare bene a scuola. Inoltre, con una precisa attività educativa, accompagna tutti i protagonisti della crescita sociale del territorio: i ragazzi preadolescenti direttamente coinvolti a scuola, i loro genitori e docenti, ma anche cittadini volontari e organizzazioni locali, profit e non profit, che si attivano in un’ottica di corresponsabilità sociale. Svolgono quindi attività dedicate agli adulti con l’obiettivo di portarli alla scoperta di nuovi stili relazionali, adeguati all’attuale contesto sociale e ai giovani di oggi.

Durante le loro attività del doposcuola rispondono al bisogno sempre più crescente di molte famiglie che, indipendentemente dalla loro situazione socio-economica e culturale, sentono il bisogno di essere supportate nel proprio ruolo educativo con uno spazio educativo protetto nel quale i loro ragazzi possano svolgere i compiti insieme ad altri coetanei, seguiti e motivati da educatori e volontari. La ONLUS supporta la motivazione scolastica di quasi cinquecento preadolescenti.

Osservando le ragioni, i significati e le azioni che i giovani mettono in atto, mirano ad alleviare i problemi che loro stessi incontrano nella quotidianità, aiutandoli a rileggere le proprie difficoltà in un altro modo e cercando di fornire loro soluzioni strategiche per la risoluzione.

 

post-it carlotta

la postazione che Passo dopo Passo ha preparato per Carlotta del nostro team in visita