TECH BOOSTER: il programma di Fondazione Pietro Pittini nato per avvicinare gli studenti universitari e i neolaureati della Regione al mondo delle imprese innovative nel settore BIO-HIGH-TECH

Fondazione Pietro Pittini lancia il progetto “Tech Booster” con l’obiettivo di favorire l’avvicinamento dei giovani della nostra Regione ai temi dell’imprenditorialità e al mondo dell’innovazione tecnologica e scientifica attraverso un percorso che combina alta formazione con esperienze pratiche di tirocinio all’interno di startup e PMI nel settore delle life sciences.

Il percorso, dedicato a neolaureati (Ciclo Unico o Laurea Magistrale) e a studenti attualmente iscritti all’Università degli Studi di Trieste e dell’Università degli Studi di Udine vede la partecipazione attiva di BioValley Investments SpA, Bio4Dreams SpA, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, e SISSA.

Il progetto si muove in continuità rispetto alle azioni intraprese da Fondazione Pietro Pittini in tema di sostegno al territorio e all’ecosistema di innovazione, che nell’ambito di Tech Booster, insieme alla scienza, rappresentano i driver principali per sostenere la crescita e lo sviluppo delle competenze dei più giovani nel generale intento di arricchire il tessuto imprenditoriale ed economico del territorio.

L’idea che sta alla base del programma è quella di offrire ai giovani del FVG l’opportunità di approfondire la conoscenza del tessuto imprenditoriale locale svolgendo un periodo di alta formazione, propedeutico all’esperienza di tirocinio nel contesto delle imprese innovative. Secondo una ricerca promossa da Illimity e Episteme a luglio 2019 in Italia, quasi il 40% della popolazione under 25 intervistata, vorrebbe creare, o entrare, nel team di una startup per trasformare un proprio progetto di business in realtà.

Com’è possibile raggiungere questo obiettivo per gli studenti e i neolaureati di oggi?
Sono sufficienti le competenze tecniche acquisite durante gli studi accademici?

La specificità di Tech Booster è quella di proporre un percorso di approfondimento formativo che non si limita esclusivamente ad arricchire le hard skills (durante la fase di training e di stage del programma), piuttosto, il progetto vuole dare la possibilità ai ragazzi di perfezionare le conoscenze tecniche attraverso l’accrescimento delle competenze trasversali: le cosiddette social e soft skills sempre più richieste.

Nel concreto l’obiettivo di questo programma è quello di creare un ponte ancora più solido tra università e mondo del lavoro favorendo la possibilità per i giovani della nostra regione di confrontarsi all’interno con le dinamiche e i processi che guidano una PMI o una startup innovativa operante nel settore BIO-HIGH-TECH. Si pensi che Trieste – luogo di svolgimento del programma – si colloca al secondo posto a livello nazionale nel rapporto tra startup innovative e nuove società di capitali. Per la Fondazione è un orgoglio coinvolgere e riunire i giovani partecipanti di Tech Booster, oltre ad essere un’occasione di scambio di idee per i ragazzi, è anche una grande opportunità per iniziare a dare forma ai propri progetti imprenditoriali!

P. F. Drucker, noto consulente aziendale di questo secolo, disse che “L’innovazione è lo strumento specifico dell’imprenditoria. L’atto che favorisce il successo con una nuova capacità di creare benessere”, questo concetto rispecchia appieno l’ideale del nostro progetto: crediamo nel talento e nelle idee innovative dei nostri giovani studenti e laureati! Dare a loro la possibilità di acquisire nuove competenze tecniche, strategiche e relazionali all’interno di startup significa costruire e sviluppare nuove risorse per il tessuto imprenditoriale della Regione Friuli Venezia Giulia.

Le informazioni relative alla struttura del programma sono disponibili sul sito www.techbooster.it.

TRACCE DI FUTURO – la ricerca di Fondazione Pietro Pittini, in collaborazione con Ardis per indagare i bisogni, le paure e le aspettative degli studenti universitari FVG

Dall’indagine emerge che i giovani ambiscono all’indipendenza, la maggior parte di loro vive ancora in famiglia e forse per questo desiderano l’autonomia economica; vogliono realizzarsi ed hanno idee chiare sul loro futuro lavorativo ben sapendo che le competenze, le esperienze laboratoriali, i tirocini e altri percorsi formativi sono importanti per creare un curriculum spendibile. Sono pronti ad affrontare un mondo del lavoro meritocratico e competitivo. I loro modelli? I più vari, da personaggi iconici come Ghandi, Marie Curie e Leonardo Da Vinci, a personaggi più pop come Iron Man – genio e filantropo – Cristiano Ronaldo per la sua perseveranza, o ancora Leonardo Del Vecchio, selfmademan di successo che rispetta i dipendenti, Alberto Angela, la Principessa Sissi, Coco Chanel. In fondo tutti personaggi che nella vita arrivano a conquistare i loro sogni e a realizzarsi, che sanno farcela da soli. Ma compare anche una forte paura del fallimento e di deludere le aspettative, l’ansia da prestazione, talvolta il panico per gli esami con il rischio paventato di chiudersi in sé stessi. La Pandemia li porta a desiderare la socialità, ma anche a far loro apprezzare le piccole cose, lo stare con gli amici e la felicità legate ai piccoli gesti; in definitiva l’incertezza del presente li porta anche a una forte determinazione nel costruire percorsi di autonomia. Il forte disagio psicofisico che sta vivendo la maggior parte fa loro desiderare lo stare con gli amici, il desiderio di viaggiare di nuovo e anche la stabilità economica (“vorrei potermi permettere uno psicologo”). È completamente assente la dimensione politica collettiva e invece vogliono migliorare la società, anche con un lavoro che dia loro la possibilità di “migliorare le condizioni di vita dei meno fortunati” evidenziando così una propensione sociale e umanitaria. Sono ragazzi responsabili che se avessero a disposizione subito 5.000€ li dedicherebbero perlopiù ad arricchire la propria formazione con master e esperienze di studio.

Alla survey hanno risposto ben 828 studenti di tutte le facoltà degli Atenei e Istituti del FVG beneficiari dei servizi dell’Agenzia Regionale per il diritto allo studio (ARDIS); ha partecipato anche il Comitato degli studenti che ha agevolato il lavoro eccellente svolto dal partner Meraki (strutturazione della ricerca quali-quantitativa).

Fondazione Pietro Pittini è grata a tutti per la partecipazione massiva a questa indagine che ci porterà a elaborare nuove risposte. Continuiamo a investire sui giovani e sul loro potenziale.

 

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