Primi appunti sul Rapporto del III Settore FVG

Continua la nostra analisi del territorio e condividiamo alcuni punti che riteniamo salienti per introdurvi al Rapporto del III settore FVG. 

 Da sempre considerate parte del Terzo Settore, le Fondazioni, vengono annoverate dal nuovo Codice tra questi enti, benché quest’ultimo non dedichi a questa fattispecie alcun articolo specifico. Non si applicano le disposizioni del Codice, se non per alcuni casi particolari, alle Fondazioni di origine bancaria che quindi sembrerebbero non far parte a pieno titolo del Terzo Settore.

Di solito si considerano due grandi categorie di Fondazioni, a seconda delle modalità con cui vengono gestite le attività istituzionali: a) le fondazioni operative che gestiscono in proprio una specifica attività; b) le fondazioni di erogazione, soggetti che raggiungono il proprio scopo indirettamente erogando sussidi ad enti terzi. Tra queste ultime trovano collocazione le fondazioni di origine bancaria (FOB) che sono indubbiamente tra i maggiori finanziatori del Terzo Settore.

L’interesse verso questa fattispecie giuridica e organizzativa è cresciuto molto negli ultimi anni, favorito anche dallo sviluppo di nuovi tipi, quali la fondazione di partecipazione (o di comunità), la fondazione lirica, la fondazione universitaria.

Il Forum  del Terzo Settore ha realizzato un Dossier Statistico del Terzo Settore in FVG. Il Dossier è nato per rispondere all’esigenza di capire chi sono e cosa fanno le realtà della società civile, impegnate nei diversi settori della solidarietà e delle attività di interesse generale. Un passo ulteriore è poi il Rapporto sul Terzo Settore in FVG che rappresenta:

  • un aggiornamento dei dati statistici;
  • approfondimenti, contributi, riflessioni, su temi di attualità o su questioni strategiche;
  • Terzo Settore e obiettivi 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Il progetto vede coinvolti: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comitato Regionale del volontariato del Friuli Venezia Giulia, Centro Servizi del Volontariato del Friuli Venezia Giulia e Forum del Terzo Settore del FVG.

Il Forum del Terzo Settore ha quale obiettivo principale la valorizzazione delle attività e delle esperienze che i cittadini autonomamente organizzati attuano sul territorio per migliorare la qualità della vita, delle comunità, attraverso percorsi, anche innovativi, basati su equità, giustizia sociale, sussidiarietà e sviluppo sostenibile.

principali compiti:

  • la rappresentanza sociale e politica nei confronti di Governo ed Istituzioni;
  • il Coordinamento e il sostegno alle reti inter-associative;
  • la Comunicazionedi valori, progetti e istanze delle realtà organizzate del Terzo Settore.

Sulla base di un patto coerente con quello nazionale si sono costituiti 18 Forum regionali, numerosi Forum provinciali e locali cui aderiscono le realtà della società civile che operano a livello territoriale.)

Il “Rapporto sul Terzo Settore in FVG – 2018” presenta una fotografia del complesso mondo delle realtà non profit, un mondo articolato che, al fianco alle istituzioni pubbliche, contribuisce in modo significativo alle politiche sociali e di welfare e, in senso più lato, al benessere delle comunità locali.

Il Rapporto 2018, viene pubblicato in un momento significativo dell’evoluzione di questo mondo con l’entrata in vigore della “riforma del Terzo Settore”, un intervento legislativo che ha riordinato e rivoluzionato l’intero assetto giuridico dei diversi enti privati che si affiancano e collaborano con le pubbliche amministrazioni per gestire attività di pubblico e generale interesse.

LE RAGIONI DELLA RIFORMA. “Il Terzo Settore e la Pubblica Amministrazione hanno sviluppato relazioni ed attività congiunte al fine di garantire la piena tutela dei diritti civili e sociali. Ciò comporta, però, che il Terzo Settore sia divenuto ‘partner’ della Pubblica Amministrazione e che quest’ultima, dal canto suo, abbia riconosciuto come proprie le finalità e le modalità operative del primo”.

Aspetti da non sottovalutare:

“dentro o fuori dal registro”.. La riforma prevede un onere insuperabile di iscrizione nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) al fine di poter godere della relativa qualifica di «ETS» (ENTE DEL TERZO SETTORE). L’ente che, pur avendo in astratto tutti i requisiti per poter assumere la qualifica di ETS ma che non adempia all’onere dell’iscrizione, rimarrà semplicemente un Ente di diritto comune.

“il terzo settore imprenditoriale e quello non imprenditoriale”.. La riforma detta una definizione unitaria di Ente del Terzo Settore. Tale definizione evidenzia come, al suo interno, convivano due “anime”: una non imprenditoriale, che persegue la propria mission mediante attività di interesse generale svolte secondo i moduli dell’azione volontaria, dell’erogazione gratuita di beni, danaro o servizi o la mutualità; ed una imprenditoriale, che persegue la propria mission mediante attività di interesse generale attraverso la produzione e lo scambio di beni e servizi.

“La linea di politica legislativa prescelta è di ‘separare’ la disciplina normativa del Terzo Settore non imprenditoriale, riservando a quest’ultimo un rilievo di primo piano all’interno della riforma”. Il legislatore ha creato un canale regolatorio, il nodo di smistamento fra i due ambiti del Terzo Settore è il regime della fiscalità diretto o indiretto che “induce”, attraverso un sistema di vantaggi e svantaggi all’assunzione della qualifica di impresa sociale allorché l’ETS svolga una attività imprenditoriale prevalente o esclusiva dotata dei requisiti della economicità nel senso precisato dalla giurisprudenza.

le dimensioni quantitative assunte dal Terzo Settore in Fvg ci permettono di cogliere il profilo e l’evoluzione di un aggregato composito di organizzazioni sempre più rilevante e capillarmente diffuso. Dal 2001 al 2016 le INP aumentano il loro numero sia in Italia che in Friuli Venezia Giulia. In Italia a fine 2016 raggiungono il valore di 343.432 unità, che significa la presenza media di una INP ogni 176 abitanti circa. Il settore prioritario di attività rimane “cultura, sport e ricreazione” (raccoglie quasi il 65% del totale delle INP), seguito da “assistenza sociale e protezione civile” (9,3%) e, per terzo, un comparto oggi non più afferente al Terzo Settore, ovvero “relazioni sindacali e rappresentanza di interessi (6,3%).

Grande attenzione va ai coordinamenti territoriali di ambito (cta) e a come evolveranno con la riforma…. una nuova organizzazione per il terzo settore del FVG

Numeri e report sono uno strumento davvero prezioso per poter comprendere a fondo una realtà, non ci stancheremo mai di dirlo, e certo queste analisi vanno unite ad un confronto molto più ravvicinato, diretto, con tutte organizzazioni, grandi e piccole, del III settore che sul territorio stanno dedicando tempo e professionalità per fornire servizi alla popolazione.

MAST – Modelli di filantropia innovativa

MAST TECNOLOGIA ARTE E INNOVAZIONE

E’ giunto il momento per il nostro team di visitare il MAST di Bologna – istituzione internazionale, culturale e filantropica, basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione.

Aperta al pubblico dal 2013 il MAST favorisce lo sviluppo della creatività e dell’imprenditorialità tra le giovani generazioni, anche in collaborazione con altre istituzioni, al fine di sostenere la crescita economica e sociale.
In questo senso, il centro crea un ponte tra impresa e comunità alla quale appartiene.

Le attività offerte al pubblico – mostre, eventi e laboratori, così come i servizi dedicati ai collaboratori del Gruppo, condividono la stessa filosofia basata sulla Tecnologia, l’Arte e l’Innovazione.
MAST favorisce i progetti che fanno leva sull’identità, sviluppano nuove idee e creano nuove connessioni.

Ecco quello che ci ha affascinato di più e che ci permettiamo di proporvi.

MAST

MAST offre una Gallery dove in un’area didattica esperienziale, di sperimentazione e di gioco, progettata con i principi dell’edutainment, viene rappresentata un’astrazione della tecnologia meccanica, che partendo dalle realtà produttive del Gruppo Coesia narra la tecnologia, l’innovazione e quindi le peculiarità che da sempre caratterizzano l’Emilia Romagna.

Il percorso espositivo multimediale e di exhibit hands-on, oltre a fare scoprire una realtà e a generare nuova conoscenza tramite la sperimentazione, propone anche uno spazio dove il taglio descrittivo prende la forma di immagini fotografiche che rappresentano il mondo del lavoro. Il percorrere l’evoluzione del lavoro consente di conoscere le radici dei problemi e constatare il cambiamento nello scenario della produzione industriale, dei luoghi di lavoro, del prodotto, delle architetture e di come l’uomo si rapporta con l’ambiente in cui opera.

Con l’Academy MAST offre risposte alle esigenze di formazione tecnica e manageriale espresse all’interno del Gruppo Coesia si propone come centro di elaborazione di una cultura tecnica rivolta al territorio (scuole, imprese, comunità) per realizzare progetti formativi in collaborazione con le istituzioni e altre organizzazioni.

Il contributo dell’Academy, come espressione di una tradizione imprenditoriale che ha nei valori sociali, oltre che nella meccanica, un punto di eccellenza sul territorio, ha come asse distintivo del suo impegno, l’attività di promozione e sviluppo orientata ai temi della tecnologia, dell’innovazione e della imprenditorialità.

  Il Nidodove i piccolissimi muovono i primi passi dell’apprendimento sociale e iniziano ad esprimere la propria fantasia.

Operativo dal 2012, è stato concepito come spazio in cui la luce, i colori, la natura sono importanti parti del progetto e sono espressi dalla vegetazione esterna del parco, visibile per la trasparenza delle facciate, dagli ampi giardini d’inverno e dagli atelier dove diventano oggetto di esperienza ludica.

Reggio Children ha messo a disposizione la propria pluriennale competenza collaborando con gli architetti di MAST per sviluppare un modello pedagogico innovativo basato sul gioco, sul lavoro collegiale, sulla partecipazione delle famiglie, sull’educazione alimentare e musicale, sulla illustrazione per l’infanzia e sul linguaggio del bambino, anche in termini di apprendimento della lingua inglese.

La struttura che nel 2013 è stata riqualificata per potere offrire una sezione di materna, può ospitare 80 bambini di cui l’85% proveniente dalle famiglie dei collaboratori del Gruppo Coesia e il 15% da gruppi familiari distribuiti sul territorio, in convenzione con il Comune.

Dalla Scuola alla Meta

Il 12 marzo c’è stato il fischio di inizio del progetto “Dalla scuola alla meta” iniziativa che la Rugby Udine FVG ha pensato per la scuola elementare “Fritz” del quartiere “Aurora – Di Giusto”, rione alla periferia Est della città di Udine, dove è inserita la nuova “cittadella del rugby”.

Considerato “Aurora-Di Giusto” un quartiere “problematico” la collocazione della cittadella del rugby rappresenta per la Rugby Udine una sfida ed una opportunità.

Una squadra e una società di rugby ha come primo obiettivo quello di crescere grandi uomini e non grandi campioni, e questa crescita non si sviluppa solo nel campo da gioco ma soprattutto fuori, affiancandosi alle famiglie per rafforzare il progetto educativo per i giovani.

Lealtà, senso di responsabilità, rispetto dell’avversario, dei propri compagni e dell’arbitro, spirito di sacrificio, altruismo, amicizia, impegno, gioco di squadra, coraggio – spiega Ferrarin Presidente della società Rugby Udine – sono i valori e il DNA dello sport di squadra, che il rugby, come sport inclusivo, consente di sviluppare appieno. Il rugby come sport richiede preparazione fisica ed atletica e, in parti eguali, autodisciplina ferrea, coraggio, amicizia, generosità, sacrificio, altruismo, rispetto dei compagni, dell’avversario e delle regole (che vengono interiorizzate).

Fair play sia sul campo che fuori, a rugby si gioca per ottenere la vittoria sul campo ma non a tutti i costi. Ci sono poi una serie di “indicazioni” che integrano questo ed altri valori, in questa lista troviamo concetti etici che in altri sport sono rari, ad esempio: “Rispetta avversari, arbitri o tutti i partecipanti”, e ancora, “Rifiuta imbroglio, razzismo, violenza e droga” e molti altri. Nel gioco del rugby l’avanzamento è garantito dal pronto sostegno dei compagni di squadra; l’aiuto nel gioco insegna la solidarietà nella vita e fuori dal campo; l’agonismo individuale cede il passo al bene del gruppo, dove la grinta del singolo si compone e si fonde a quella degli altri, traducendo le capacità di tutti nel bene della squadra.

Il rugby ha le potenzialità per svolgere un ruolo educativo e formativo per quei giovani che faticano a trovare modelli di riferimento adeguati.

Si tratta dunque di un’importante proposta educativo/sportiva rivolta ai bambini della scuola primaria realizzata con il supporto della Fondazione Pietro Pittini e di BancaTer. Questo progetto consente ai giovani del quartiere Aurora – Di Giusto di praticare sport ed il gioco del rugby nello specifico con l’obbiettivo di dare loro la possibilità di svolgere un’attività sana e divertente capace di trasmettere importanti insegnamenti e valori. I risultati del progetto saranno misurabili in quanto Rugby Udine ha l’ambizione di credere che ogni bambino o giovane che praticherà sport ed in particolare il rugby diventerà un cittadino migliore.

L’augurio del Comune di Udine, nella persona dell’Assessore allo Sport, Attività del tempo libero, Pianificazione territoriale Paolo Pizzocaro è stato “buon gioco, buon stare insieme e buon divertimento insieme aqlla speranza che sia un’esperienza sportiva e soprattutto educativa”.

“Dalla scuola alla meta” – il progetto. L’attività, partita il 12 marzo, proseguirà senza interruzioni sino al termine dell’anno scolastico.

I tre formatori coinvolti, Robert Culum Flynn tecnico neozelandese di grande esperienza, Giacomo Chiavarini e Luca Bagolin, attendono alla fine della scuola i 60 bambini e bambine coinvolti. L’attività si svolge 2 volte a settimana, il martedì e giovedì, in campo o in palestra.  Finita la sessione nella Club House gli viene offerta la merenda post allenamento. I ragazzi iscritti al progetto potranno partecipare a tutte le attività societarie (feste, eventi sportivi e non) senza nessuna limitazione e vengono iscritti alla società sportiva.